La mobilitazione
La Pro Loco Messina Sud: «Si Salvi Villa Melania da oblio e degrado»
L'antica villa romana su 36 mila mq, in parte vincolata dalla soprintendenza, è bloccata da una procedura fallimentare aperta dal 1996. Da Messina Sud la richiesta alla Regione siciliana di acquisirla e restituirla alla città prima che diventi una discarica
Villa Melania sprofonda nell'impasse. Un'antica villa romana, immersa in un'area di 36 mila mq, con ampie parti vincolate dalla soprintendenza, completamente immersa nell'oblio.
Riemersa grazie ai lavori avviati per la costruzione di un complesso edilizio, come spesso accada a Messina, quando si costruisce, viene a galla un pezzo di storia.
E si ritorna all'eterno conflitto da queste parti, tra interesse pubblico e privato. Il primo, quasi sempre - si veda il caso di Palazzo Colapesce – va sempre a discapito del secondo. Ma qui, a Villa Melania, dopo tutti questi anni si è ancora in tempo.
La procedura fallimentare è, infatti, ancora aperta. Dal 1996 ad oggi. L'oblio, per una volta, potrebbe aver giocato a favore del recupero. Perlomeno ci spera la Pro Loco Messina Sud, che ancora una volta, nel silenzio generale, punta i riflettori su un bene della zona Sud della città.
E dire che nel caso di Villa Melania le scosse all'opinione pubblica c'erano state, eccome. Dimitri Salonia, artista messinese, lanciò una petizione.
Mentre la Pro Loco Messina Sud si era già rivolta alla presidenza della Regione perché acquisisse l'area prima che venisse battuta all'asta. Era il 2018, e l'ampia area che comprende anche quella archeologica, veniva descritta così: «Il lotto in vendita comprende anche una zona sottoposta a vincolo archeologico. La Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Messina il 12 aprile del 2016 ha indicato l’area su cui ricadono i vincoli emanati il 10 febbraio 2006, il 8 aprile 2013 e il 4 dicembre del 2007. Si tratta dell’area denominata Villa Melania, di circa 20 mila mq: un complesso insediativo di grande importanza sul piano storico, archeologico e topografico».
Adesso la Pro Loco Messina Sud, torna a chiedere l'acquisizione alla Regione: «L’area, a seguito del fallimento dell’impresa costruttrice è stata posta sotto sequestro per decenni. Nel 2018 è stata messa all’asta per 4 milioni 785 mila euro. Da allora la Pro Loco Messina Sud ha lanciato un appello affinché la Regione siciliana avvii una procedura di acquisizione ai sensi del Codice dei beni culturali.
Le ultime notizie risalgono a un avviso del 2021, per la vendita senza incanto con modalità sincrona mista. Nell'ottobre 2025, la Pro Loco Messina Sud ha scritto al curatore fallimentare che risulta nell'Avviso del 2021 (Studio Legale Parrinello), per conoscerne l'eventuale esito, ma ad oggi nessuna risposta. Nell'attesa, l'Associazione chiede alla Regione e al Comune di attivarsi, per acquisire il bene, ai fini di una migliore valorizzazione e fruizione dell’immobile, al momento, in parte utilizzato come discarica di rifiuti».
Dallo studio Parrinello, La Sicilia, ha saputo che la procedura fallimentare è ancora aperta. Lo sono dunque anche le sorti dell'intera area per un breve momento oggetto di appetiti edilizi - ma poi la ditta ha fallito - e ora da anni lasciata nel più totale abbandono e nel silenzio.
Se le Istituzioni si sveglieranno, l'intera area potrebbe ancora riemergere dall'oblio per essere restituita alla fruizione pubblica, e perfino turistica. Sembra una chimera, eppure basterebbe la volontà Politica. Una chimera, appunto.