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il reportage

Villalba in bilico: tra culle vuote, strade dissestate e il rischio di non avere candidati

A 44 giorni dalle amministrative il paese in provincia di Caltanissetta lotta per non scomparire

10 Aprile 2026, 08:34

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Villalba in bilico: tra culle vuote, strade dissestate e il rischio di non avere candidati

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Un paese sospeso tra passato e futuro, stretto nella morsa dello spopolamento e dell’incertezza politica. A Villalba, piccolo centro agricolo di appena 1.300 abitanti nel cuore della provincia nissena, famoso per la rinomata lenticchia di Villalba, il tempo sembra scorrere più veloce che altrove, lasciando dietro di sé interrogativi sempre più urgenti.

«Il mondo cambia, l'epoca si evolve e noi stiamo vivendo un pezzo di storia che va affrontato con senso di responsabilità. I comuni non ci sono sempre stati e non sappiamo se esisteranno». È una riflessione lucida, quasi amara, quella di don Marco Cosentino, giovane arciprete del paese.

Una comunità che, come molte dell’entroterra siciliano, fa i conti con un problema strutturale: la mancanza di prospettive. «Tanti giovani non vedono un futuro qui» – spiega il sacerdote – a meno che non abbiano già un'attività di famiglia. A questo si aggiungono le condizioni della viabilità: strade dissestate che rendono difficile ogni spostamento.

Un quadro che, insieme al calo delle nascite, accelera il declino demografico. I numeri parlano chiaro: nel 2025 è nato un solo bambino, e lo stesso scenario si profila per il 2026. Negli ultimi anni la media è stata di appena sei o sette nascite annue. «Tra dieci anni rischiamo di avere un solo bambino che farà la Prima Comunione», osserva don Cosentino.

Le conseguenze si riflettono anche sulla scuola. «Il calo demografico porta alla formazione di classi sempre più ridotte» – sottolinea il dirigente scolastico Salvatore Mastrosimone – e siamo costretti a ricorrere alle pluriclassi, una realtà che prima era tipica solo dei contesti montani. Una soluzione che, se da un lato consente una maggiore attenzione agli studenti, dall'altro limita le possibilità di sperimentazione didattica. E pesa, ancora una volta, il nodo delle infrastrutture: «Molti docenti rifiutano le supplenze proprio per le difficoltà nel raggiungere questi territori».

Ma la crisi non è solo demografica o sociale. A Villalba si registra anche una preoccupante difficoltà a costruire una classe politica. Il conto alla rovescia per le amministrative è già partito: mancano 44 giorni al voto per il rinnovo di sindaco e consiglio comunale, con le candidature da presentare tra il 24 e il 25 aprile. Eppure, a oggi, il quadro resta desolatamente vuoto: nessuna candidatura ufficiale, nessuna lista definita. Il timore, sempre più concreto, è quello del commissariamento del Comune nel caso in cui non si riesca a presentare almeno una lista.

La sindaca uscente, Maria Paola Immordino, ha già annunciato che non si ricandiderà, lasciando un vuoto difficile da colmare. Tra le ipotesi in campo, quella lanciata dalla stessa Immordino, della vicesindaco Calogerina “Rina” La Monaca, che però mantiene il riserbo. «Sto valutando con grande responsabilità – senza farmi condizionare da chi, nell'anonimato, mette in dubbio il mio coraggio». Parole che riflettono un clima fatto di prudenza ma anche di crescente preoccupazione. «Oggi facciamo fatica a formare le classi e persino una squadra di calcio – figuriamoci costruire una lista elettorale», osserva La Monaca.

Il rischio di non riuscire neppure a presentare una lista viene vissuto come un segnale allarmante, quasi mortificante, che impone una riflessione collettiva sul futuro del paese. «È una scelta complessa – che richiede tempo, lucidità e senso del dovere», aggiunge la vicesindaco.

Intanto, tra i corridoi della politica locale, qualcosa si muove. Si lavora sotto traccia, assicurano gli osservatori più attenti, convinti che nei prossimi 10 giorni possano emergere candidature capaci di dare forma a una competizione. A rompere il silenzio è stato anche Michelino Scarlata, volto noto della politica villalbese, già presidente del consiglio comunale e più volte consigliere, che non esclude un ritorno in campo pur di evitare il commissariamento.

Villalba resta così in bilico, simbolo di una Sicilia interna che lotta per non scomparire. Tra strade dissestate, culle vuote e urne ancora senza candidati, il futuro del paese si gioca tutto nelle prossime settimane. E, forse, nella capacità di una comunità di ritrovare se stessa prima che sia troppo tardi.