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sanità

Liste d'attesa in Sicilia, l'assessora Faraoni: «Le prestazioni urgenti e brevi vengono svolte nei tempi previsti»

Su esami e visite in intramoenia il governo regionale dice di stare lavorando «con indicazioni anche piuttosto rivoluzionarie»

10 Aprile 2026, 16:36

Daniela Faraoni

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Il nodo delle liste d’attesa “è un problema che riguarda tutto il Servizio sanitario nazionale”. Lo ha dichiarato l’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni, a margine dell’evento ospitato al Cefpas di Caltanissetta per la presentazione di Tara (Tool for Advanced Research Access), la prima biblioteca digitale della salute del Sud Italia.

“Oggi anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta su questo tema – ha spiegato Faraoni – segno evidente che si tratta di una questione che coinvolge l’intero sistema sanitario nazionale”.

Secondo l’assessore, potrebbe essere necessario rivedere l’attuale sistema di rilevazione dei tempi di attesa: “È probabilmente necessario costruire un nuovo modello di monitoraggio – ha aggiunto – come già allo studio di Agenas, perché quello attualmente in uso ha mostrato alcune difficoltà anche nella comunicazione rispetto ai bisogni dei cittadini”.

Faraoni ha inoltre precisato che il controllo sull’erogazione delle attività sanitarie è costante e, allo stato attuale, “le prestazioni urgenti (entro 3 giorni) e brevi (entro 10 giorni) in Sicilia vengono soddisfatte nei tempi previsti dalla normativa”.

Ha però richiamato l’attenzione sull’appropriatezza delle ricette: “Ovviamente devono trattarsi di prestazioni realmente urgenti o brevi. Se sotto questa definizione rientrano prestazioni che non lo sono, allora significa che c’è un problema di inappropriatezza”.

Capitolo intramoenia. “Quella dell’intramoenia è un’area in cui stiamo cercando di apportare modifiche sostanziali”, ha affermato l’assessore, soffermandosi anche sul caso emerso nel Siracusano relativo ai tempi per una risonanza magnetica. Nei giorni scorsi, un residente di Avola, dopo aver richiesto tramite Cup un esame di risonanza, si è visto indicare come prima disponibilità il 29 luglio; informandosi sulla possibilità dell’intramoenia, la stessa indagine gli sarebbe stata proposta entro due giorni all’ospedale Umberto I di Siracusa.

“Quella dell’intramoenia – ha spiegato Faraoni – è un’area su cui stiamo lavorando con indicazioni anche piuttosto rivoluzionarie rispetto al modello che ha sempre prevalso nella nostra Regione e che mirano a definire per ogni dirigente medico del Servizio sanitario regionale un volume prestazionale minimo”. Interventi che, nelle intenzioni dell’assessorato, dovrebbero incidere sull’organizzazione delle attività e rendere più tempestiva la risposta ai bisogni della popolazione.

Faraoni ha infine ricordato l’obbligo del sistema sanitario di garantire l’erogazione all’interno del territorio provinciale. “Dobbiamo assicurare a ogni cittadino la prestazione nei tempi necessari – ha detto – È chiaro che in alcune sedi più periferiche la risposta potrebbe non essere immediata, ma è importante che il cittadino possa trovarla comunque nell’ambito provinciale, in base al suo reale bisogno”.