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Schifani evoca «la regola dei 10 anni», ma non cita l'eccezione Musumeci. M5s: «L'ex governatore sta lavorando alla ricandidatura»
Per l'attuale presidente le uniche eccezioni al doppio mandato nel centrodestra sono state il Molise e la Sardegna. Frasi che lasciano spazio agli attacchi delle opposizioni
«Nel centrodestra da sempre esiste la regola del rinnovo per un mandato per completare in 10 anni un programma. Le uniche eccezioni sono quelle del Molise e della Sardegna». A dirlo è Renato Schifani che incredibilmente dimentica o volutamente non cita l'eccezione più vicina a lui, per spazio e tempo: quella di Nello Musumeci, suo predecessore, che di mandato ne ha ultimato solo uno, perché la coalizione di centrodestra che lo ha sostenuto nei primi cinque anni non lo ha poi confermato.
L'attuale governatore stamattina ha parlato di «regola sul rinnovo per completare 10 anni» per ribadire la sua volontà a ricandidarsi alle prossime elezioni Regionali, in teoria previste nel 2027, anche se in molte segreterie politiche ci si prepara al voto anticipato già nel 2026. L'ultimo a esplicitarlo è stato ieri Cateno De Luca, leader di Sud Chiama Nord, che lavora da settimane per tessere una tela che scompagini le attuali coalizioni. «In Sicilia si vota a ottobre», ha sentenziato.
Sul vuoto di memoria di Schifani interviene il Movimento 5 stelle. «Il presidente ha evidentemente dimenticato che i 10 anni del centrodestra saranno completati proprio con la sua presidenza dato che nei 5 anni precedenti ha governato Musumeci. Peraltro - continua la nota del coordinatore regionale Nuccio di Paola, rifacendosi a recenti retroscena - l’attuale ministro della Protezione Civile sta lavorando, insieme ad altri pezzi di centrodestra, per ricandidarsi ancora alla presidenza della Regione siciliana e sostituire proprio Schifani. Mentre loro si fanno la guerra, il centrodestra è scosso da gravissime inchieste, ma evidentemente né a Schifani, né a Musumeci interessa granché, l’importante è tenere la poltrona».
Infine, un passaggio anche sullo stallo all'Assemblea regionale siciliana che questa settimana è slittata senza concludere nulla. Schifani ha convocato un vertice con i capigruppo della maggioranza martedì mattina, poche ore prima della prossima seduta d'aula, per provare a invertire la rotta.
«Se da un lato il presidente convoca i capigruppo della sua maggioranza per le assenze in aula - attacca Di Paola - forse farebbe bene a convocare i propri assessori, dato che il parlamento siciliano appena mercoledì, non ha potuto votare i provvedimenti di Sala d’Ercole proprio per l’assenza del suo assessore Daniela Faraoni».


