comunicazione
Dal governo Schifani 600mila euro per parlare sui media dei suoi buoni risultati economici e migliorare la propria reputazione
La giunta regionale ha deciso di spendere 200mila euro all'anno per il prossimo triennio per comunicare dentro e fuori la Sicilia i contenuti delle politiche economiche
Seicentomila euro in tre anni per comunicare dentro e fuori la Sicilia, su tutti i media possibili, i risultati in termini di economia del governo regionale, al fine di «assicurare una maggiore informazione sulle opportunità e sui contenuti delle
politiche rivolte ai cittadini siciliani», ma anche per «migliorare la reputazione dell’Amministrazione regionale».
La giunta guidata da Renato Schifani stanzia 200mila euro all'anno per il triennio 2026-2028 per realizzare contenuti da spalmare su tv, radio, quotidiani e periodici, regionali e nazionali, cartacei e sul web, sui social media, ma anche sulla cartellonistica nelle città e per organizzare talk e tavoli tematici con imprenditori e opinion leader.
A un anno dalla scadenza naturale del mandato e visti i risultati ottenuti in termini di politica economica, il governo regionale ha approvato il piano di comunicazione proposto dall'assessorato dell'Economia. «Abbiamo risanato i conti e chiuso un avanzo di bilancio presunto di 5 miliardi e 300 milioni, cosa mai avvenuta e che ci dobbiamo impegnare a spendere bene», ha detto proprio oggi Schifani. Tra le spese ritenute necessarie c'è dunque anche la massiccia campagna di comunicazione, che si affianca alla già importante macchina comunicativa istituzionale ordinaria fatta di comunicati, mailing list, newsletter, social, sito istituzionale, conferenze stampa e «azioni di comunicazioni più mirate a specifici temi o a particolari mezzi di informazione».
Dalle prossime settimane partirà la nuova programmazione. «I risultati conseguiti dalla Regione Siciliana in termini di crescita economica e di gestione finanziaria - si legge nel piano di comunicazione - costituiscono elementi informativi rilevanti ai fini di una comunicazione istituzionale orientata alla trasparenza e alla corretta rappresentazione dell’azione pubblica». Quali sono i messaggi da lanciare, dunque, secondo il governo? «Il posizionamento della Regione tra le realtà con i più elevati tassi di crescita economica, il miglioramento dell’equilibrio dei conti pubblici, la possibilità di finanziare misure di sviluppo economico grazie alle risorse derivanti dal dividendo fiscale e all’avanzo di amministrazione».
C'è da contrapporre un messaggio istituzionale a una «narrazione» fatta dai media che l'esecutivo ritiene «parziale o non aggiornata sull'operato dell'amministrazione regionale», per restituire «una rappresentazione più completa e aderente alla realtà». La giunta valuta che «l'esigenza di raggiungere un più ampio pubblico è particolarmente sentita» oggi alla luce delle misure approvate nell'ultima legge di stabilità: «gli incentivi alle imprese per l'assunzione dei lavoratori, il South Working, gli incentivi all'edilizia, la riduzione della tassa automobilistica per i grandi proprietari, la Super Zes, la misura per attrarre i nuovi residenti».
Un pacchetto da illustrare sui media con «pubbliredazionali e banner su quotidiani cartacei e online» e approfondimenti su televisioni e radio nazionali e regionali, promuovendo «collaborazioni con operatori della comunicazione digitale ad alta capacità di diffusione per realizzare video per i social», ma anche «organizzando tavoli tematici e talk con imprenditori, stakeholder, opinion leader e giornalisti»; e ancora «nell’ambito di eventi il cui format e la relativa organizzazione è di proprietà di aziende e altre organizzazioni di rilevanza regionale e nazionale». Dove serve, i format conterranno «dichiarazioni del presidente della Regione e dell'assessorato all'Economia».
Nessun canale informativo deve essere trascurato per costruire «una reputazione istituzionale, nel rispetto dei principi di imparzialità e trasparenza». Qualità - l'imparzialità e la trasparenza dell'informazione - che, venuti meno la verifica e la mediazione della stampa, saranno finalmente garantite dallo stesso governo.