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10 aprile 2026 - Aggiornato alle 20:26
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il caso

Forza Italia al bivio: vertice a Cologno, la famiglia Berlusconi chiama a rapporto Tajani

Quattro ore di faccia a faccia negli uffici Mediaset. Dopo il flop del referendum sulla giustizia, Marina e Pier Silvio chiedono "volti nuovi" per salvare il partito azzurro

10 Aprile 2026, 18:41

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Forza Italia al bivio: vertice a Cologno, la famiglia Berlusconi chiama a rapporto Tajani

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Quattro ore a porte chiuse negli uffici Mediaset di Cologno Monzese per tracciare la rotta di Forza Italia. Tanto è durato, nel pomeriggio di oggi, il vertice tra Antonio Tajani, Marina e Pier Silvio Berlusconi, con l’immancabile Gianni Letta.

Non un incontro di circostanza, ma una verifica politica su una formazione alle prese con una delle fasi più delicate della propria storia. A fare da sfondo, la ferita ancora aperta della sonora sconfitta del Sì al referendum sulla giustizia del 22-23 marzo 2026.

Quel voto, primo vero scivolone per il governo Meloni, ha colpito nel profondo gli azzurri, tradizionalmente custodi del garantismo. Da qui l’onda d’urto che ha reso ineludibile un confronto interno e la richiesta di un ricambio tangibile.

Il segnale più evidente di questo sommovimento è arrivato a Palazzo Madama: Maurizio Gasparri ha lasciato la guida del gruppo a Stefania Craxi, un avvicendamento sostenuto dalla famiglia Berlusconi e innescato da una lettera firmata da 14 senatori su 20. Una frattura che lascia intravedere un rimescolamento dei rapporti di forza e che, secondo indiscrezioni, potrebbe presto toccare anche Paolo Barelli a Montecitorio.

In questo quadro, la posizione di Marina e Pier Silvio Berlusconi appare netta: nessuna “discesa in campo” personale, ma una forte spinta verso “volti nuovi” e un aggiornamento della linea politica. I figli del Cavaliere rivendicano un ruolo di indirizzo strategico, volto ad allineare i valori fondativi del movimento alle esigenze del presente, senza ambire a cariche dirette.

Per Antonio Tajani la partita è complessa: tenere insieme continuità e rilancio. Il segretario azzurro punta a preservare l’asse moderato ed europeista, rispondendo al tempo stesso alla domanda di cambiamento. Rivendica il lavoro compiuto, citando la stagione congressuale in corso e una campagna di tesseramento che avrebbe raggiunto le 150.000 adesioni, come prova di un rinnovamento dal basso, concreto e non calato dall’alto.

A fungere da collante in questo passaggio delicato è Gianni Letta: la sua presenza a Cologno segnala la ricerca di una tregua operativa e la volontà di evitare strappi irreparabili, nel solco del metodo berlusconiano.

Forza Italia non si spacca, Tajani non viene sfiduciato, ma la richiesta di un deciso cambio di passo è ormai esplicita. La partita per definire l’eredità politica di Silvio Berlusconi è appena entrata nel vivo.