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10 aprile 2026 - Aggiornato alle 23:52
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il provvedimento

Dall’estero alla Sicilia, come funziona lo “sconto” per chi trasloca sull'isola e quali regole deve rispettare

La Regione prova a portare nell'isola nuovi residenti o a riportare a casa chi, per ragioni diverse ha deciso di lasciare la Sicilia per un Paese straniero

10 Aprile 2026, 22:01

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La Regione prova a portare nell'isola nuovi residenti o a riportare a casa chi, per ragioni diverse ha deciso di lasciare la Sicilia per un Paese straniero. E anche, già che c'è, a stimolare il mercato immobiliare. Tutti obiettivi puntati da un provvedimento approvato in occasione dell'ultima legge finanziaria. Si tratta in sostanza di un rimborso dell’Irpef del 50 per cento per tutti coloro i quali, dall’estero, si stabiliranno in Sicilia, trasferendo il proprio domicilio fiscale in un Comune dell’Isola.

Giovedì in giunta è stato approvato il decreto attuativo dell'assessore all’Economia Alessandro Dagnino. Un decreto che disciplina quindi limiti e procedure per l'erogazione del beneficio. A cominciare dall'incentivo per i trasferimenti nei piccoli comuni. Per chi, infatti, deciderà di lasciare l'estero e traslocare in un centro con meno di cinquemila abitanti, l’ammontare del contributo potrà salire fino al 60 per cento dell’Irpef versata, ma sempre entro i centomila euro l’anno per ciascuno dei tre anni di durata dell’intervento, soglia che vale per tutti. Il contributo sarà riconosciuto dalla Regione a fronte dell’effettivo pagamento dell’imposta sul reddito delle persone fisiche.

Per sostenere finanziariamente questa norma, il governo ha previsto uno stanziamento di 5 milioni per l’esercizio finanziario 2027, e poi, di complessivi 55 milioni negli anni fino al 2031. Una cifra, però, potenzialmente modificabile sulla base delle domande, considerato il fatto che usa come “base”, il pagamento dell'Irpef, quindi somme che sarebbero certe, eventualmente solo da “scontare”.

Ma il semplice trasferimento in Sicilia non basta per richiedere il contributo. Bisognerà anche acquistare un immobile in uno dei Comuni siciliani entro un anno dal trasferimento, o compiere degli interventi edilizi in un immobile già di proprietà. Bisognerà, poi, essere titolari, «dopo la data di trasferimento – si legge nel decreto - di redditi da lavoro dipendente, redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente e pensioni. La residenza e il domicilio fiscale sul territorio della Regione siciliana nonché la proprietà dell’immobile – prosegue il decreto - devono essere mantenuti fino al 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di trasferimento della residenza».

«Con questa misura – dichiara il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani – offriamo un incentivo sia agli stranieri che scelgono di vivere in Sicilia, magari per beneficiare del suo stile di vita, sia agli emigrati, e in particolare i più giovani, che vogliono tornare a vivere nell’Isola».

Per l'assessore regionale all'Economia, Alessandro Dagnino, «questa forma di payback dell'Irpef, rivolto a lavoratori, nomadi digitali, professionisti e imprenditori, è una iniziativa pensata per l’attrazione di nuovi residenti ed è – afferma – attualmente unica in Italia. Rientra nel pacchetto di interventi del governo Schifani destinati a favorire la crescita del capitale umano in Sicilia. Puntiamo – aggiunge Dagnino – a innescare un circuito virtuoso e si stima non solo che sia a costo zero per la Regione, ma che possa anzi generare nuove entrate fiscali: il contributo sarà infatti più che compensato dal maggiore gettito Irpef – conclude - che i nuovi residenti verseranno nelle casse regionali».