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11 aprile 2026 - Aggiornato alle 11:39
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Il caso valguarnera

Cori contro il candidato gay, Crocetta in campo: «Sarò con lui a un comizio. Io ricordo gli applausi quando feci outing dal palco»

L'ex governatore interviene dopo gli attacchi omofobi ad Angelo Bruno, nel Comune di Valguarnera Caropepe. «Un’omofobia usata a fini politici e quindi ancora più vigliacca»

11 Aprile 2026, 08:27

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Cori contro il candidato gay, Crocetta in campo: «Sarò con lui a un comizio. Io ricordo gli applausi quando feci outing dal palco»

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La campagna elettorale di Valguarnera, in provincia di Enna, si è trasformata in un caso politico e sociale dopo gli attacchi omofobi rivolti al candidato a sindaco Angelo Bruno, deriso pubblicamente con cori offensivi intonati da adulti e minorenni. Un episodio che ha suscitato reazioni indignate e che ha spinto Rosario Crocetta, primo sindaco dichiaratamente gay d’Italia ed ex presidente della Regione, a intervenire con parole durissime.

«Assisterò a un comizio di Angelo Bruno per solidarietà umana, ma anche per lanciare un segnale a quegli sporcaccioni che organizzano azioni strumentali in una società in cui le unioni gay vengono autorizzate dallo Stato», afferma Crocetta, che non ha dubbi sulla natura degli attacchi. «È un’omofobia strumentale, usata a fini politici per colpire un avversario e per questo è ancor più vigliacca. Una visione medievale della politica. Gli avversari di Bruno devono avere il coraggio di attaccarlo per le sue idee, per i progetti che propone, non per le sue scelte sessuali».

Pur condannando con fermezza quanto accaduto, Crocetta non ritiene che la Sicilia sia una terra segnata da un’omofobia violenta come quella emersa a Valguarnera. A sostegno porta la sua esperienza personale, da candidato a sindaco di Gela nel 2003 e poi da presidente della Regione. «Di me parlavano di nascosto, hanno usato argomenti inventati come il famoso video di cui si è parlato nel processo Montante, che nessuno aveva e però tutti citavano. L’omofobia politica è come un tarlo, lavora sotto sotto. Ma io sono stato sempre difeso dalla piazza».

Ricorda l’elezione a sindaco di Gela, quando l’attenzione nazionale ed europea si concentrò sulla sua figura. «Vennero giornalisti da ogni parte per il sindaco gay. I miei concittadini si meravigliavano di certi pregiudizi: gli anziani mi difendevano e dicevano che a loro non importava quell’aspetto, perché mi conoscevano come una brava persona e volevano solo un buon sindaco».

La sua “ricetta” per Angelo Bruno è semplice: «Ignorare gli attacchi strumentali». Crocetta ricorda come lui stesso abbia scelto di esporsi per disinnescare ogni tentativo di ricatto. «Al primo comizio da candidato a sindaco ho fatto outing. Ho dichiarato pubblicamente chi ero per evitare ricatti, fotomontaggi e altro. In quel comizio fui sommerso dagli applausi». Per l’ex presidente, oggi come allora, esistono le condizioni perché una persona omosessuale possa fare politica senza doversi nascondere. «In Sicilia e in Italia, pur se resiste una cultura basata sulla superiorità del maschio, ci sono le condizioni per chi è gay di impegnarsi nella vita pubblica. Bisogna solo non curarsi di chi organizza provocazioni: guardare e passare avanti».