l'attacco
Trapani e gli affari privati per l’acqua, il sindaco: «Da tempo diciamo che c'è del losco». E se la prende anche con vescovo e Regione
Il primo cittadino si toglie qualche sassolino dalla scarpa. «Abbiamo cercato di fare le convenzioni con i privati, ci hanno risposto picche, a parte una sola azienda che guarda caso ha subito un atto incendiario»
«Il mio è un linguaggio chiaro e netto, dinanzi agli scenari che riguardano la distribuzione idrica in città, in parte in mano alle ditte private, non mi sono mai nascosto dietro ad un dito, l'amministrazione ha fatto le denunce, e non siamo mai stati dalla parte di chi specula». Ieri a Palazzo D'Alì nella lunga conferenza stampa, il sindaco Giacomo Tranchida ad un certo punto è parso prendersela, pure, con il Vescovo Fragnelli.
Nell'intervento a conclusione della Processione dei Misteri, monsignor Fragnelli ha toccato il tasto delle tante autobotti private che girano per la città e dell'acqua pubblica che manca, una città che deve risparmiare l'acqua mentre per i privati a vedere i mezzi che camminano ogni giorno su e giù per la città, l'acqua non manca. E quindi ha posto l'interrogativo sulla presenza di interventi illeciti. Poi sulle parole di Fragnelli si è aperta una polemica, quasi a sostenere che il vescovo stava rimproverando l'amministrazione comunale.
«È ovvio che se c'è chi vuole approfittare di queste parole per accusare di complicità me e la mia amministrazione andrà incontro a denunce per diffamazione. La realtà è ben altra, ed è stata oggetto semmai di mie denunce all'autorità giudiziaria. C'è qualcosa di losco? È da tempo che lo sosteniamo». E poi rivolto al vescovo: «Mi attendevo qualche parola in più, un momento di riconoscenza per come in mesi davvero critici per la distribuzione idrica, abbiamo messo in campo tutte le energie possibili per fronteggiare i problemi. E frenare poi chi sulle sue parole ha costruito bugie».
Tranchida ieri ha parlato con la stampa, sfogliando lettere, dossier, documenti. «Per aumentare la distribuzione nei periodi di forte crisi, oggi abbiamo tutti i pozzi di Bresciana che funzionano, e la dotazione idrica non segna un dato negativo, abbiamo cercato di fare le convenzioni con le ditte private, ci hanno risposto picche, a parte una sola azienda che si è convenzionata per portare acqua potabile, presa dal cisternone di San Giovannello, e guarda caso questa impresa ha subito un grave atto incendiario, di natura dolosa».
La questione antica dei pozzi presenti in città, gli autobottisti ufficialmente si fanno pagare per il trasporto, ma di fatto «vendono l'acqua». «Ci è stato impedito di realizzare convenzioni perché ovviamente avremmo calmierato i prezzi di trasporto. I cittadini si lamentano che non rimborsiamo le spese per l'acqua portata a casa dai privati? Se l'acqua venisse presa da tutti a San Giovannello, i rimborsi sono previsti dai privati, che forse non rilasciano nemmeno regolare fattura, non è possibile garantire rimborsi. Gli unici a prendere acqua da San Giovannello sono le società navali, i trapanesi amano alimentare certi privati».
L'acqua presa dai pozzi privati è risultata alle analisi perfettamente potabile, ma non può essere immessa nel circuito pubblico per colpa di una norma di legge che la rende «non potabile». «Siccome si tratta di pozzi che rientrano nel perimetro dei 200 metri dalle case, nessun uso potabile può essere concesso. Solo per legge questa acqua non è potabile! Avevo chiesto alla Regione di fare una deroga a questa norma, di prevedere controlli prima di qualsiasi uso pubblico, non mi è stato risposto, solo silenzio. E quell'acqua che sulla carta è per uso irriguo finisce lo stesso, e a caro prezzo, nelle cisterne dei trapanesi. Le speculazioni non sono certo nostre».
Tranchida ha anche toccato il tema degli inquinamenti. «Siamo riusciti a venirne a capo, in particolare nell'area di via Archi, dove interessate sono circa 60 prese (per ognuna corrisponde un condominio ndr), un mezzo pesante ha causato l'abbassamento del marciapiede e il fognolo ha attinto la condotta, si cerca la causa ancora in via Federico de Roberto, siamo in una città dove la rete fognaria non è stata fatta a regola d'arte, avevamo presentato progetti nel 2022, ma quel bando è stato ritirato, c'è chi dice che avremmo potuto attingere ai Pnrr, ma dice una bugia, non era possibile farlo».