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12 aprile 2026 - Aggiornato alle 01:27
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politica

"In Sicilia si vota per le Regionali a ottobre", Cateno De Luca lancia la bomba ad un evento a Taormina

Cena "galeotta" con Gianfranco Miccichè. Definita la strategia di "liberazione". Le pressioni da Palermo sui partecipanti per disertare il summit rispedite al mittente

11 Aprile 2026, 23:27

23:40

"In Sicilia si vota per le Regionali a ottobre", Scateno De Luca lancia la bomba ad un evento a Taormina

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Nel suggestivo e storico scenario dell’hotel San Domenico di Taormina a margine a un evento promozionale si è svolto un vero e vertice politico che potrebbe segnare una svolta decisiva per il futuro della Sicilia. Protagonista Cateno De Luca. L’esperienza dell’attuale esecutivo regionale - secondo il sindaco di Taormina - appare giunta al termine, con l’ipotesi ormai concreta di un ritorno anticipato alle urne già in ottobre.

All’incontro hanno preso parte numerose figure provenienti da tutta l’Isola. Tra i presenti anche Gianfranco Miccichè. Sono state definite, dice De Luca, le fasi conclusive di quello che è stato definito il “governo di liberazione”. Il clima è chiaramente quello della mobilitazione elettorale. L’appello rivolto da Scateno alla base parla da sé: “Preparatevi con le scarpe da tennis”. Un segnale che lascia intendere come la macchina organizzativa della campagna sia già in movimento, pronta a presidiare il territorio in ogni suo angolo.

Il summit taorminese è stato anche teatro di un aspro confronto a distanza con l’attuale establishment. Secondo il racconto dello stesso Cateno De Luca, il presidente della Regione Renato Schifani avrebbe cercato di ostacolare l’incontro, telefonando ad alcuni “amici” per dissuaderli dal partecipare. Il tentativo, tuttavia, sarebbe rientrato senza esito, con i destinatari che avrebbero respinto con decisione le pressioni.

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Dopo un confronto serrato di circa mezz’ora, volto ad allineare valutazioni e strategie, è emersa una convergenza piena. Il quadro siciliano accelera così bruscamente: le tensioni latenti deflagrano in uno scontro aperto, prefigurando una competizione elettorale incandescente e senza esclusione di colpi.