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12 aprile 2026 - Aggiornato alle 18:01
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Enna, Fiammetta non arretra: la corsa a sindaco resta aperta e il dopo Dipietro si trasforma in una sfida vera a tre

In una campagna che sembrava già risucchiata dalla logica dei due poli, la scelta di Filippo Fiammetta rimette al centro il voto civico

12 Aprile 2026, 14:52

15:00

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Il Comune di Enna

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A Enna, mentre lo scenario politico si ricomponeva attorno a Ezio De Rosa per il centrodestra e a Mirello Crisafulli per l’area Pd/centrosinistra, molti avevano già immaginato l’epilogo: il terzo protagonista si sarebbe fatto da parte. Non è così. Filippo Fiammetta ha fermato la girandola delle ipotesi con una presa di posizione netta: resta in corsa per la guida del Comune. La puntualizzazione è un atto politico. La dichiarazione di Fiammetta arriva infatti mentre il centrodestra ennese, dopo settimane di incertezze, avrebbe trovato una sintesi sul nome del medico Ezio De Rosa, già presidente del Consiglio comunale, con il sostegno di una coalizione ampia, nella quale sembrano ricomporsi segmenti fino a poco tempo fa divisi. Sul versante opposto è ufficializzata la candidatura di Mirello Crisafulli, figura di lungo corso della politica siciliana, già parlamentare nazionale e regionale, rilanciato come perno di una proposta che punta a intercettare il malcontento verso l’amministrazione uscente e a riaprire una partita che in città non è mai soltanto amministrativa. In questo contesto, Fiammetta ha smentito sia le voci su un suo ritiro, sia l’ipotesi di una convergenza su uno degli altri due aspiranti sindaci. “Sono assolutamente in campo”, ha detto rilanciando l’idea di un confronto pubblico tra i candidati davanti alla città e ribadendo che, nonostante i tentativi di avvicinamento, intende proseguire autonomamente. Non è soltanto una smentita: è la mossa per accreditarsi come opzione civica e indipendente in una competizione che tende a polarizzarsi, ma che, almeno per ora, non può archiviare il fattore civico.

La frase che cambia la lettura della corsa

Già a dicembre 2025, al lancio del progetto, il “Coordinamento civico PER ENNA” lo presentava come il candidato di un’iniziativa apartitica, mirata al coinvolgimento diretto della società civile e decisamente critica verso le appartenenze di schieramento intese come mero riflesso di potere. In quell’occasione, lo stesso Fiammetta rivendicava una collocazione non “contro” qualcuno ma “per Enna”, insistendo su partecipazione, competenza e distanza dagli accordi di vertice. È questa la chiave per leggere la scelta finale: non un semplice ostinarsi a restare in lista, ma il tentativo di non essere inglobato nel copione consueto delle amministrative siciliane, dove il civismo rientra nei ranghi quando le coalizioni maggiori serrano i bulloni.

Il centrodestra chiude il cerchio su De Rosa

Se l’iniziativa di Fiammetta produce un effetto politico immediato, lo si coglie osservando l’altra metà del tavolo. Il centrodestra ennese è approdato al nome di Ezio De Rosa solo al termine di una fase lunga e tortuosa, segnata da ipotesi alternative, veti incrociati, attese e candidature parallele. Fino a pochi giorni fa lo scenario restava tutt’altro che definito: Paolo Gargaglione era il riferimento di una parte della coalizione, mentre un’altra area guardava al civico Giovanni Contino. La convergenza su De Rosa è maturata come soluzione unitaria, alimentata anche dalla convinzione che soltanto una proposta condivisa potesse rendere competitivo lo schieramento contro Crisafulli. De Rosa non spunta dal nulla. Medico dell’Umberto I ed ex presidente del Consiglio comunale, figurava da tempo tra le opzioni in campo. La sua candidatura appare come punto di equilibrio tra partiti e realtà civiche che avevano faticato a trovare una sintesi.

Il centrosinistra punta su Crisafulli, ma la partita resta aperta

Sul fronte opposto, la candidatura di Mirello Crisafulli è stata ratificata. L’ufficializzazione è giunta al termine di un iter che, già nei mesi precedenti, indicava l’ex senatore come la figura più solida attorno a cui costruire la proposta del centrosinistra. Il Pd ha presentato questa opzione come l’esito di un confronto con il tessuto sociale e civile, all’interno di una piattaforma programmatica che individua alcune priorità: recupero del centro storico, revisione della viabilità, rilancio di università, policlinico e turismo, attenzione alle fragilità sociali. Non è un elemento marginale. In una realtà come Enna, la questione non riguarda soltanto chi prevarrà, ma con quale visione della città intende riuscirci.

Il dopo Dipietro e il peso della città reale

L’elezione comunale di Enna segna la conclusione del mandato di Maurizio Antonello Dipietro, alla guida del Comune dal 5 ottobre 2020. La città si avvia dunque a un passaggio di testimone che non riguarda soltanto la successione personale, ma l’eredità di un intero ciclo amministrativo e la capacità dei candidati di misurarsi con esigenze concrete accumulate negli ultimi anni: mobilità urbana, tutela e vitalità del centro storico, qualità dei servizi, contrasto allo spopolamento, ruolo del capoluogo nei rapporti con il resto della provincia. In questo quadro, il voto assume un rilievo che travalica i confini cittadini.