politica
Baraonda in consiglio: Ricciardi sotto accusa per offese al sindaco, Ciminnisi chiede intervento a Teresa Soru
Seduta consiliare infuocata: la maggioranza protesta e la deputata sollecita l'intervento per tutelare il decoro istituzionale
Seduta consiliare rovente, e parole pesanti pronunciate in aula dal consigliere Salvatore Ricciardi che hanno visto insorgere la maggioranza. Lo scorso 9 aprile la baraonda in aula, che ha portato i consiglieri comunali Maria Basiricò, Giuseppe Ranno, Salvo Rosselli, Gaetano Rosselli, Angela Rindinella, Enzo Monaco e gli Assessori Salvatore Castelli, Federica Gallo, Marilena Barbara e Pietro Cusenza a diffondere una nota per contestare Ricciardi. Le parole pronunciate in aula da Ricciardi hanno colpito il sindaco Grammatico e propri diretti familiari: "sono state ingiuriose - dicono i consiglieri della maggioranza -, hanno travalicato l'aula, hanno rappresentato offese che nulla hanno a che vedere con il rispetto, la correttezza, la trasparenza e senso del dovere verso la comunità, valori che sono stati calpestati, vilipeso anche il decoro istituzionale dell'assise consiliare."
I consiglieri della maggioranza che sostengono la Giunta del sindaco Aldo Grammatico hanno invece dato atto del ruolo diverso esposto dagli altri consiliari di opposizione: "hanno offerto un contributo al dibattito e all'azione amministrativa, pur nel contesto di un'opposizione serrata. Siamo distanti da chi (Ricciardi ndr) continua a porre in essere comportamenti non degni del ruolo ricoperto."
Sulla vicenda politica che si è determinata è intervenuta anche la deputata 5 Stelle Cristina Ciminnisi: "Per l'ennesima volta il consigliere Ricciardi si è reso protagonista di uno sproloquio irriguardoso, arrivando ad allusioni offensive e inaccettabili sulla vita e sul percorso professionale di una donna. Ricciardi non è nuovo a una dialettica volgare, sopra le righe, che non ha nulla a che fare con l'opposizione politica che, come dimostrato dagli altri colleghi di minoranza, può essere esercitata con intransigenza pur senza travalicare i limiti del rispetto delle persone e delle istituzioni. È evidente - prosegue - che si è sdoganato un modo di comunicare che non può trovare spazio nelle istituzioni. Quando l'obiettivo è solo offendere, siamo fuori dalla politica. Questo non è confronto, non è critica, ma semplice violenza verbale." La Ciminnisi chiede poi che la vicenda non finisca sotto silenzio perché questo rischia di mostrarsi come "acquiescente, se non si prendono le distanze". Alla presidente del Consiglio comunale, Teresa Soru, l'on. Ciminnisi infine si affida: "La credibilità della politica passa anche dal linguaggio, sono certa che la presidente, quale figura di garanzia del Consiglio e in quanto donna, saprà vigilare affinché questa deriva non diventi normalità."