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13 aprile 2026 - Aggiornato alle 16:42
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L'appello

Regionali, il test del "campo largo" parte da Gela: pressing di Donegani, apertura di Di Paola

Nel laboratorio gelese si può misurare la tenuta del fronte progressista

13 Aprile 2026, 14:36

14:41

Gela, la difficile unità dei progressisti per creare un'alleanza solida regionale

Donegani e La Vardera

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Verso le Regionali, a Gela batte il termometro politico del centrosinistra. È qui che si muovono due figure di spicco della politica siciliana. Miguel Donegani, ex deputato Pd oggi segretario regionale di PeR e anima organizzativa del movimento di La Vardera, e Nuccio Di Paola, coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle. Due registi che da tempo si studiano e si annusano. Il “campo largo”? A Gela non è un concetto astratto: è un terreno minato. Eppure è proprio Donegani a rompere gli indugi: «Partiamo da Gela per costruire un’alleanza regionale», dice rivolgendosi a Di Paola. E Di Paola ci sta. Perché Gela è uno dei pochi avamposti del centrosinistra nel Nisseno, guidata dal sindaco civico Terenziano Di Stefano, sostenuto da una maggioranza che tiene insieme pezzi diversissimi, dall’Mpa a Sud chiama Nord. Un equilibrio precario, che nel 2024 si incrinò quando Donegani rifiutò l’ingresso di componenti di centrodestra e scelse la corsa solitaria. Da allora, la città è diventata un laboratorio politico bollente. Il modello Gela creato da Di Paola riuscì come «una pentola senza coperchio». E ora, con le Regionali alle porte, quella pentola ribolle di nuovo. E se non hai il coperchio per le Regionali, scoppia.

Donegani apre il fronte: parla di urgenza, di un campo progressista da ricostruire, di un’alternativa all’attuale governo regionale. Elenca temi pesanti — sanità, rifiuti, acqua, infrastrutture — e accusa ritardi e diseguaglianze che, dice, «penalizzano ampie aree dell’Isola». Ma il messaggio vero è un altro: serve un’alleanza larga, e serve adesso. Poi l’affondo: «Anche a Gela si apra una fase politica nuova» - dice Donegani. Tradotto: basta tentennamenti, si scelga da che parte stare. E chiama in causa direttamente Di Paola, unico deputato regionale del campo progressista eletto nel territorio.

La risposta arriva subito, ed è chiara: «Partiremo da Gela per costruire un modello regionale che unisca centrosinistra e civici. È la palestra giusta». Parole che rappresentano un impegno, ma anche un avvertimento: <alle Regionali non c’è ballottaggio, e chi resta fuori dal perimetro rischia di sparire> - è il messaggio che Di Paola accoppia al suo “si” a creare un incontro a Gela per allargarlo poi al Nisseno e all’area regionale. Di Paola aspira alla presidenza, La Vardera pure. E poi c’è il convitato di pietra: Sud chiama Nord. A Gela è in giunta, e Di Paola lo sa bene. «Cateno De Luca dovrà decidere da che parte stare» - dice Di Paola - «e gli daremo l’occasione per pronunciarsi». Insomma il campo largo, per esistere davvero, ha bisogno di scelte nette.