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14 aprile 2026 - Aggiornato alle 11:01
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L'impasse

Riqualificazione dell'ex ospedale Regina Margherita in stallo: gare revocate, ricorsi e burocrazia allungano i tempi

Tra ricorsi e burocrazia la riqualificazione rallenta: biblioteca regionale al padiglione 10 rimandata, musei dei padiglioni 1-3 procedono

14 Aprile 2026, 07:06

07:10

Riqualificazione dell'ex ospedale Regina Margherita in stallo: gare revocate, ricorsi e burocrazia allungano i tempi

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È trascorso già un mese dalla revoca della gara d’appalto per la riqualificazione del padiglione 10 dell’ex ospedale Regina Margherita. Il nuovo bando annunciato non è stato ancora pubblicato e, di conseguenza, i tempi per il recupero dell’immobile abbandonato di viale della Libertà si allungano ulteriormente. Le competenze sulle procedure sono state trasferite all’Ufficio regionale di committenza di Messina: all’ex Urega spetta ora il compito di rifare la gara con un nuovo iter. Si complica, dunque, il cammino che dovrà portare alla realizzazione della Cittadella della Cultura. Intanto, Cittadinanzattiva esulta per lo stop, giudicando illegittimo il progetto della Regione. Il complesso immobiliare - secondo l’associazione - è patrimonio inalienabile del servizio sanitario nazionale. Di conseguenza, la legge regionale del 2015, con la quale l’area è stata trasferita all’assessorato alla Cultura, sarebbe illegittima e l’ex ospedale, chiuso nel 1998, dovrebbe tornare a svolgere la sua funzione legata alle prestazioni sanitarie. Cittadinanzattiva ha, perfino, avviato azioni legali, chiedendo l’intervento del Comune e dell’Asp, proprietaria dell’immobile. Resta il fatto che, al di là della posizione di chi si oppone al progetto, sul futuro dell’ex Margherita rischia di calare nuovamente il silenzio. Il Dipartimento tecnico dell’assessorato alle Infrastrutture, nel frattempo, ha ritenuto opportuno interrompere l’iter per garantire una gestione più coerente ed efficace della gara. L’ex Margherita resta ostaggio della burocrazia e continua ad attendere una riqualificazione promessa da decenni.

Sull’utilizzo dell’ex complesso ospedaliero negli anni si è ipotizzato di tutto, fino alla decisione adottata dalla Regione solo nel 2015 di destinare l’area ad attività culturali. Nel padiglione 10, il primo intervento previsto con un finanziamento di 11 milioni di euro, dovrebbe sorgere la Biblioteca regionale universitaria. Ma sarà necessario ancora attendere. Nessun problema, invece, per un’altra procedura, quella propedeutica ai bandi per la riconversione dei padiglioni 1, 2 e 3, dove, secondo i piani della Regione, sorgeranno il Museo archeologico, il Museo del Terremoto del 1908 e uffici. Il Genio civile ha predisposto la proposta di aggiudicazione della gara per le indagini e le prove di laboratorio.