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14 aprile 2026 - Aggiornato alle 19:55
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politica

A Palermo la strana alleanza tra Lega, Pd e M5s per sfiduciare il presidente di circoscrizione

La famiglia Figuccia guida la spaccatura del centrodestra alla quinta circoscrizione. Nel mirino il presidente Andrea Aiello

14 Aprile 2026, 10:10

A Palermo la strana alleanza tra Lega, Pd e M5s  per sfiduciare il presidente di circoscrizione

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C’è pure il consigliere della Lega fra i firmatari della mozione di sfiducia al presidente della quinta circoscrizione, Andrea Aiello. Ha un cognome pesante: è Marco Figuccia, terzogenito di Angelo, fratello del deputato regionale Vincenzo e di Sabrina, capogruppo al Comune e coordinatore provinciale dei salviniani. La mozione, tecnicamente non prevista dal regolamento sul decentramento, è firmata dai consiglieri Pd Altadonna, Grasso e Di Prima, dal 5 stelle Di Gesù e da Figuccia.

L’ennesima mossa della famiglia - che a Borgo Nuovo ha il quartier generale - che spariglia le carte della maggioranza. Anche Sabrina si schiera. «Un presidente che abbiamo sostenuto con convinzione, contribuendo attivamente alla sua elezione», dice ricordando i quasi mille voti portati dal fratello più piccolo, al terzo mandato, alla coalizione. «Non posso che sostenere questa decisione - dice ancora Sabrina Figuccia, già assessore agli albori della giunta Lagalla - maturata a seguito di una crescente mancanza di partecipazione nei processi decisionali, di condivisione delle scelte e di un utilizzo del ruolo percepito come esclusivo e autoreferenziale». Più o meno quello che rimproverano i firmatari, insieme a una scarsa presenza («dieci volte in quattro anni», dice Marco Figuccia), a un dialogo carente con la giunta, a una debole risposta sul territorio.

Sulla mozione, Aiello, ieri irraggiungibile, avrebbe chiesto un parere al segretario generale. Se fosse ammessa, andrebbe al voto a maggio. Marco Figuccia, dal canto suo, non nasconde le ambizioni. «Alle prossime elezioni non lo appoggeremo - dice chiaramente - creeremo una terza coalizione composta da Lega e da un paio di liste». Insomma in famiglia si stanno organizzando per l’eventuale successione di Aiello. «Come terzo polo non mi interessa - aggiunge Marco Figuccia - ma se dovessi essere il candidato del centrodestra, sarebbe diverso».

Non è la prima volta che i Figuccia entrano in attrito con la maggioranza che sostengono. Qualche mese fa un video di Vincenzo, critico con i vertici Rap, scatenò la reazione di Sabrina che in consiglio chiese le dimissioni dell’assessore Alongi e del dg di Rap, Collesano. E ancora i rilievi su Amap e sicurezza, e le scelte controcorrente alle prossime amministrative, quando Vincenzo ha dichiarato di sostenere altri candidati a Villabate e a Misilmeri. Solo ieri Vincenzo ha chiesto un incontro chiarificatore alla Regione sulla salute della coalizione.