politica
A Palermo la strana alleanza tra Lega, Pd e M5s per sfiduciare il presidente di circoscrizione
La famiglia Figuccia guida la spaccatura del centrodestra alla quinta circoscrizione. Nel mirino il presidente Andrea Aiello
C’è pure il consigliere della Lega fra i firmatari della mozione di sfiducia al presidente della quinta circoscrizione, Andrea Aiello. Ha un cognome pesante: è Marco Figuccia, terzogenito di Angelo, fratello del deputato regionale Vincenzo e di Sabrina, capogruppo al Comune e coordinatore provinciale dei salviniani. La mozione, tecnicamente non prevista dal regolamento sul decentramento, è firmata dai consiglieri Pd Altadonna, Grasso e Di Prima, dal 5 stelle Di Gesù e da Figuccia.
L’ennesima mossa della famiglia - che a Borgo Nuovo ha il quartier generale - che spariglia le carte della maggioranza. Anche Sabrina si schiera. «Un presidente che abbiamo sostenuto con convinzione, contribuendo attivamente alla sua elezione», dice ricordando i quasi mille voti portati dal fratello più piccolo, al terzo mandato, alla coalizione. «Non posso che sostenere questa decisione - dice ancora Sabrina Figuccia, già assessore agli albori della giunta Lagalla - maturata a seguito di una crescente mancanza di partecipazione nei processi decisionali, di condivisione delle scelte e di un utilizzo del ruolo percepito come esclusivo e autoreferenziale». Più o meno quello che rimproverano i firmatari, insieme a una scarsa presenza («dieci volte in quattro anni», dice Marco Figuccia), a un dialogo carente con la giunta, a una debole risposta sul territorio.
Sulla mozione, Aiello, ieri irraggiungibile, avrebbe chiesto un parere al segretario generale. Se fosse ammessa, andrebbe al voto a maggio. Marco Figuccia, dal canto suo, non nasconde le ambizioni. «Alle prossime elezioni non lo appoggeremo - dice chiaramente - creeremo una terza coalizione composta da Lega e da un paio di liste». Insomma in famiglia si stanno organizzando per l’eventuale successione di Aiello. «Come terzo polo non mi interessa - aggiunge Marco Figuccia - ma se dovessi essere il candidato del centrodestra, sarebbe diverso».
Non è la prima volta che i Figuccia entrano in attrito con la maggioranza che sostengono. Qualche mese fa un video di Vincenzo, critico con i vertici Rap, scatenò la reazione di Sabrina che in consiglio chiese le dimissioni dell’assessore Alongi e del dg di Rap, Collesano. E ancora i rilievi su Amap e sicurezza, e le scelte controcorrente alle prossime amministrative, quando Vincenzo ha dichiarato di sostenere altri candidati a Villabate e a Misilmeri. Solo ieri Vincenzo ha chiesto un incontro chiarificatore alla Regione sulla salute della coalizione.