L'incontro col governatore
Dal caos di Agrigento al rimpasto, al vertice tra Schifani e capigruppo i tasti dolenti della maggioranza
Il confronto doveva servire per evitare future assenze di massa e smottamenti della coalizione. Ma si è parlato anche di altro. E non sono mancate le lamentele.
Il vertice era stato convocato dopo le assenze di massa di maggioranza e governo all'Ars. Un modo per chiarirsi, per confrontarsi, per capire cosa non stia funzionando nel centrodestra siciliano. Inevitabilmente, però, nella riunione tra il presidente della Regione Renato Schifani, i capigruppo di Sala d'Ercole e il presidente dell'Ars Gaetano Galvagno, sono finiti altri temi, altri motivi di tensione.
A cominciare dalle amministrative, in particolare quelle di Agrigento, dove le forze politiche alleate del governo non riescono a trovare un'intesa per il sindaco e soprattutto l'unità di intenti. E la questione è stata sollevata nel corso dell'incontro a Palazzo dei Normanni, dal capogruppo della Dc Carmelo Pace, che ha fatto notare come la scelta di tagliare fuori i democristiani, non sia il frutto di logiche locali, bensì una decisione avallata dai segretari e dai coordinatori regionali di partito. Un problema politico, quindi, che investe direttamente la maggioranza. La Dc, tra l'altro, aveva un'altra, e importante, questione in sospeso: quella riguardante la giunta e il più volte annunciato rientro nell'esecutivo. L'attesa, adesso, sta diventando più lunga del previsto e così i centristi scalpitano. Insieme a loro, a dire il vero, anche gli altri partiti che attendono l'avvio del rimpasto, frenato finora da diverse questioni giudiziarie e politiche.
C'è poi, ovviamente, l'Ars e il futuro della legislatura. Schifani si è detto pronto a rendere questi confronti strutturali e ha aperto anche a dei "bilaterali", cioè a incontri con tutti i deputati di un singolo gruppo parlamentare per volta. Oltre a questo, un tavolo di maggioranza nei prossimi giorni dovrebbe anche fare il punto su quali siano i temi principali sui quali la maggioranza vorrà lavorare da qui alla fine legislatura sul piano legislativo. Anche in vista della liberazione di risorse per complessivi 5 miliardi che arriveranno, però, solo dopo l'approvazione dei rendiconti. Nell'immediato, pare che si potrà contare su risorse pari a circa 200 milioni che potrebbero essere integrate dall'eventuale proroga del cosiddetto "straccia bollo". Ovviamente, il presidente della Regione ha investito i capigruppo del compito di raccomandare la presenza in aula dei parlamentari e la lealtà in occasione del voto dei prossimi giorni.
Un primo segnale si è notato già oggi, quando l'Aula, seppur in una seduta nella quale non si è votato alcun articolo dei tre disegni di legge all'ordine del giorno, presentava un numero di deputati assai maggiore rispetto all'appuntamento della settimana scorsa, quando l'aula vuota e l'assenza dell'assessora alla Salute Daniela Faraoni avevano fatto esplodere ancora una volta la maggioranza.