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15 aprile 2026 - Aggiornato alle 00:30
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Il colloquio

Caos alla Regione, Sammartino: «Ora cambio di passo o il ciclone dei veleni ci travolgerà»

Il vice leghista di Schifani: «Nel Centrodestra i litigi oscurano il governo dei risultati. Il rimpasto? Si faccia subito»

14 Aprile 2026, 22:28

22:30

Caos alla Regione, Sammartino: «Ora cambio di passo o il ciclone dei veleni ci travolgerà»

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Mentre, assieme a Matteo Salvini in visita al padiglione della Sicilia, sorseggia un dito del suo «rosso siciliano preferito», Luca Sammartino tira un attimo il fiato. Il vicepresidente della Regione, qui al Vinitaly di Verona, ha fatto gli onori di casa in veste di assessore all’Agricoltura, ostentando «i grandi risultati del governo Schifani, in termini di risanamento dei conti e di capacità di spesa». E ottiene dei riscontri, anche dal direttore del Tg1, Gian Marco Chiocci, che, durante l’intervista nell’area talk della Regione, chiede a Sammartino: «Ma perché queste cose non riuscite a raccontarle?». Certo, il punto di caduta potrebbe essere la narrazione. Ma vaglielo a spiegare, ai media nazionali, che mentre qui a Verona si celebra la Sicilia regina dell’esoterismo, con il ministro Salvini che rivendica come «una parte di questa crescita sia dovuta anche ai quasi 30 miliardi di euro di cantieri aperti che oggi abbiamo in Sicilia su strade, autostrade, ferrovie e dighe» rievocando l’intramontabile Ponte («Me lo hanno chiesto i produttori catanesi e messinesi negli stand»), nelle stesse ore a Palermo si celebra l’ennesimo vertice di una maggioranza regionale dilaniata da grandi e misere spaccature.

E mentre dalla Sicilia arrivano le immagini dell’incontro di Renato Schifani con i capigruppo di centrodestra dell’Ars, in presenza del presidente Gaetano Galvagno e di alcuni altri assessori, l’assessore Sammartino, ricordando che «la revoca della delega dei rapporti con il parlamento l’avevo chiesta io al presidente da oltre un mese prima», sospira: «Certo, dovrei essere lì in questo momento, ma la Lega è ben rappresentata. La vetrina del Vinitaly è troppo importante per la nostra terra per non sfruttarla fino all’ultimo». E poi un concetto che va ben oltre il vino: «Tutti, soprattutto al di sopra dello Stretto, ci riconoscono che siamo il governo dei fatti e dei risultati concreti, ma purtroppo noi siamo capaci di offuscare un’immagine nitida, frutto di dati oggettivi, per colpa delle scollature di una maggioranza con un tasso eccessivo di litigiosità».

A Palazzo dei Normanni i vertici del centrodestra all’Ars cercano, per l’ennesima volta, di mettere una pezza sugli ultimi flop registrati in aula. Sammartino, per preparare un intervento previsto nel pomeriggio, scorre le slide preparate dal suo staff. Con dati che l’assessore conosce a memoria: 99,92% di spesa della Sicilia sui 2,7 miliardi del Programma di sviluppo rurale, con oltre il 40% delle risorse impiegate negli ultimi due anni. «Stiamo recuperando i ritardi accumulati con i governi precedenti, compreso l’ultimo. Il mio assessorato è riuscito a riprogrammare con risorse Fsc 21 dei 31 progetti sulle reti irrigue bocciati col Pnrr nella scorsa legislatura e tanti altri nuovi messi in cantiere. E non è un trend che riguarda soltanto l’Agricoltura - racconta Sammartino a La Sicilia mentre il vicepremier ascolta a breve distanza - perché questo cambio di passo è un segno distintivo che caratterizza quasi tutto il governo Schifani».

E allora qual è il problema? «Continuiamo a farci del male e oggi - scandisce Sammartino - l’autolesionismo del centrodestra siciliano rischia di travolgerci, di trascinare via tutto, compreso il buongoverno, come se fosse un ciclone. Con la differenza che, mentre Harry è una calamità naturale, i guai di questa coalizione, che continua ad avere il consenso della stragrande maggioranza dei siciliani, sono tutti autoprodotti».

Il leader regionale della Lega (l’unico siciliano a sedere in Via Bellerio nella segreteria nazionale) rassicura Salvini su una linea condivisa: «Noi siamo stati sin dal primo giorno, e continuiamo a essere, gli alleati più leali, con i fatti e non a parole, del presidente Schifani, che merita di poter continuare il notevole lavoro già svolto». Ma c’è un ma. «Non possiamo più permetterci, e permettere, di farci sbattere nel frullatore impazzito di questa maggioranza». Il vicepresidente della Regione non fornisce indizi (anche perché, a giudicare dagli sguardi che gli ricambia, Salvini è già a conoscenza di tutto), ma sui punti dolenti c’è l’imbarazzo della scelta. Dalle imboscate di una parte della maggioranza all’Ars che rallenta l’azione di governo fino al tira e molla sul rimpasto «che non ha mai riguardato gli assessori della Lega, ma che non può essere più rinviato» passando per quelle che vengono definite «le strane convergenze parallele e le “conventio ad excludendum” nelle alleanze per le prossime amministrative in Sicilia».

Insomma, la Lega siciliana «non vuole correre il rischio di concludere questa legislatura a vivacchiare o, peggio ancora, a galleggiare: ci sono tutti i presupposti per rendere ancora più proficua ed efficace l’azione del governo regionale». Serve però «un nuovo modo di affrontare e risolvere i problemi, in cui ognuno, a partire dai segretari regionali dei partiti della maggioranza, deve assumersi le proprie responsabilità, serrando le fila e garantendo pieno sostegno all’azione riformatrice del governo». Non è una messa in mora, ma un consiglio agli alleati e, indirettamente, al presidente della Regione. Ma è la certificazione, firmata da un alleato di ferro di Schifani, della necessità di un cambio di registro: «Dalla maggioranza dei veleni a quello che siamo davvero: il governo dei risultati». Anche perché c’è da esorcizzare uno scenario che è dietro l’angolo. «Se continuiamo così - sillaba Sammartino - il centrodestra siciliano, che in teoria è ancora imbattibile, alle prossime Regionali rischia di cadere nella trappola di alcune cassandre che, a fasi alterne, si esibiscono in giuramenti di lealtà».