Lentini
Ricorso al Tar sulla sfiducia: possibile stop alle elezioni di maggio
L’ex sindaco Lo Faro impugna la delibera di sfiducia e la nomina del commissario: segnalate «irregolarità gravi»
Il Tribunale Amministrativo Regionale potrebbe riscrivere, e in modo clamoroso, gli scenari politici della città. È stato infatti notificato un ricorso che impugna davanti al TAR di Catania la delibera del Consiglio comunale con cui è stata approvata la mozione di sfiducia, insieme ai successivi decreti regionali che hanno sancito l’inserimento del Comune nel turno elettorale del prossimo 24 e 25 maggio e la nomina del Commissario straordinario.
Ad annunciarlo è l’ex sindaco Rosario Lo Faro, che rivendica la scelta come un atto dovuto «a tutela della correttezza istituzionale» e sottolinea come l’eventuale annullamento degli atti potrebbe incidere direttamente sull’esito e sul senso stesso dell’attuale campagna elettorale.
Secondo quanto sostenuto nel ricorso, durante la seduta consiliare erano state segnalate, già prima della votazione, «irregolarità gravi», tali da compromettere la validità della seduta e delle deliberazioni adottate. Nonostante i rilievi, il Consiglio avrebbe deciso di procedere comunque.
Nel corso della discussione, era stato chiesto al segretario generale di chiarire le conseguenze di un atto adottato in presenza di tali vizi. La risposta, definita «netta», indicava la possibilità di impugnazione della delibera. Un parere che però non è stato ritenuto vincolante, con l’assemblea che ha scelto di andare avanti ugualmente.
«Tradotto – sostiene Rosario Lo Faro – si è deciso consapevolmente di esporsi al rischio di adottare una decisione illegittima».
L’ex primo cittadino evidenzia anche come esistesse una strada alternativa. «Il 9 marzo – dichiara – si sarebbe potuto procedere all’elezione del presidente del Consiglio e successivamente convocare una seduta pienamente regolare. Una soluzione che non è stata percorsa, nonostante non vi fossero urgenze, considerando che la mozione di sfiducia sarebbe scaduta solo il 1° aprile. Quello che accade oggi non è un incidente – afferma – ma il risultato di una scelta precisa, portata avanti ignorando consapevolmente i rilievi sollevati».
Ora la parola passa al TAR, chiamato a valutare la legittimità degli atti impugnati. Ma le possibili conseguenze sono già evidenti: un eventuale annullamento della delibera potrebbe rimettere in discussione l’intero percorso amministrativo che ha condotto alle elezioni, con effetti immediati sugli equilibri politici e sulla competizione elettorale in corso.
«Quando si mettono da parte le regole – conclude Lo Faro – non si colpisce una persona, ma si espone un’intera città. Io continuo a stare dalla parte della correttezza istituzionale, senza esitazioni».