Attualità
Ragusa, Pd a muso duro: "La giunta municipale se ne frega del sistema culturale cittadino"
Il segretario cittadino Riccardo Schininà non fa sconti anche dopo la vicenda legata all'ex fabbrica di Ancione
“C’è una parola che più di ogni altra descrive l’atteggiamento dell’amministrazione comunale di Ragusa nei confronti del sistema culturale cittadino: menefreghismo. Menefreghismo verso i luoghi, verso la memoria, verso le esperienze che in questi anni hanno provato a costruire valore e identità. Menefreghismo che, nel tempo, si è trasformato in un vero e proprio vuoto di visione.”
Con queste parole Riccardo Schininà, segretario del Circolo di Ragusa del Partito Democratico, accusa Palazzo dell’Aquila di indifferenza e assenza di prospettiva sul fronte culturale.
A suo giudizio, il caso dell’ex fabbrica Ancione e del progetto Bitume è esemplare. Pur riconoscendo che si tratti di un’area privata, Schininà sottolinea come da un’amministrazione che in passato aveva speso “parole importanti” su quel sito ci si potesse attendere ben altro: “Non necessariamente vincoli impossibili, ma almeno un tentativo concreto di tutela, una proposta, una mediazione, una visione pubblica capace di tenere insieme sicurezza, sviluppo e memoria.”
Bitume, prosegue, “aveva dimostrato che era possibile”: non solo con interventi di artisti internazionali, ma avviando un processo di risemantizzazione di un complesso industriale dismesso, restituendo significato a un segmento della città. La demolizione, sostiene, comporta la perdita di memoria storica e di identità collettiva.
Secondo Schininà, però, non è un episodio isolato. Il partenariato su Donnafugata sarebbe naufragato “tra storture e indagini”, il Teatro della Concordia è fermo da otto anni in un interminabile iter, l’Ideal è sostanzialmente dismesso e parte dell’offerta culturale si regge ancora sull’uso improprio dei cosiddetti “finti volontari”. Un insieme di criticità che, afferma, “racconta l’assenza di una direzione”.
Alle carenze progettuali si sommano le condizioni di luoghi simbolici: le opere del maestro Carmelo Cappello al Centro Commerciale Culturale Mimì Arezzo restano ai margini, senza un piano di valorizzazione; il Centro Servizi Culturali Emanuele Schembari è stato progressivamente svuotato fino a spegnersi; persino il tentativo di affidare la gestione del Centro Commerciale Culturale è fallito, “segno evidente che senza una visione chiara nessun modello gestionale può funzionare”.
Il risultato, accusa, è una città in cui gli spazi identitari si rarefanno o vengono snaturati, la memoria si affievolisce, la produzione culturale arretra e gli ambiti pubblici perdono funzione e senso. Mettendo in fila questi episodi, a emergere sarebbe un modello nel quale la cultura non è una leva di sviluppo e di identità, ma un elemento accessorio, sacrificabile, “su cui intervenire sempre in ritardo”.
L’affondo personale è netto: “La cultura a Ragusa è vittima della mancanza di cultura dell’assessore al ramo: Peppe Cassì.” E ancora: se la comunità perde tasselli della propria memoria, se i presìdi culturali si spengono e le opportunità vengono mancate, è perché “chi dovrebbe occuparsene, in realtà, se ne disinteressa”.
“Alla fine resta una città che perde se stessa, pezzo dopo pezzo. E un’amministrazione che, più che scegliere, continua a restare a guardare altro.” Lo dichiara Riccardo Schininà, segretario del Circolo di Ragusa del Partito Democratico.