la polemica
Dalla gelatiera al piano cottura da 10mila euro, le spese allegre di Palazzo d'Orleans. La replica: «Esigenze funzionali»
Il deputato Ismaele La Vardera ha fatto l'elenco in aula degli acquisti del dipartimento del Cerimoniale della Presidenza. Oggi la risposta: «Non sono riconducibili al governatore»
All’Assemblea regionale siciliana l’onorevole Ismaele La Vardera ha contestato una serie di uscite a carico del Dipartimento del Cerimoniale della Presidenza, definendole “spese allegre”, riconducendo tali oneri all’attività della Presidenza della Regione a Palazzo d’Orléans.
Tra le voci indicate da La Vardera figurano: 2.130 euro per attrezzature professionali destinate alla preparazione di creme fredde, sorbetti e granite, con due contenitori da sei litri; 4.900 euro per una “sfogliatrice da banco per tagliare i salumi”; 5.800 euro per l’acquisto di un addolcitore d’acqua, motivato dalla presenza di calcare; 3.000 euro per 55 composizioni floreali da collocare nelle stanze di rappresentanza; 6.000 euro per 25 pendenti e 15 portachiavi in argento con il simbolo della Trinacria; 185.000 euro per la sistemazione del pavimento negli uffici collegati alla Segreteria di Giunta.
Il deputato ha inoltre citato un elenco di beni di rappresentanza custoditi in magazzino: 30 medaglie in bronzo con applicazioni in oro, 24 croci federiciane in corallo, 40 medaglie in argento raffiguranti quattro stemmi del Confalone della Regione Siciliana, 10 borchie federiciane in bronzo, 35 pigne di colore blu e 35 alzatine in ceramica. Tra le attrezzature, ha menzionato anche “un forno industriale” da 13.000 euro, una cucina in acciaio inox da 2.987 euro e un piano cottura a induzione a quattro zone da 10.000 euro.
“Come ogni re che si rispetta - ha attaccato La Vardera - in magazzino tiene 30 medaglie in bronzo con oro applicato…”. E ancora: “Re Schifani pensa di interpretare quel ruolo come se fosse Federico II di Svevia, come se ancora ci fossero i vassalli. Ma quale ragione per cui dobbiamo spendere con i soldi dei siciliani per fare la granita, per fare un gelato?”. Il deputato ha annunciato di aver presentato un’interrogazione formale per conoscere “qual era il bisogno, qual era la necessità”, aggiungendo che “mi dicono che c’è addirittura questa sala, dedicata al Presidente della Regione, dove può mangiare soltanto lui”. Ha infine precisato: “Qui non parliamo di illeicità, parliamo di buon senso”, chiosando: “Un buon padre di famiglia che sa che ci sono problemi importanti non spende 120.000 euro per rifarsi il pavimento della segreteria attigua alla Giunta”.
Qualche giorno dopo l'attacco in aula arriva la replica della Regione. Il dirigente generale del Dipartimento del Cerimoniale e dei siti presidenziali, Francesco Di Chiara, ha puntualizzato che “le spese per mensa, bar e acquisti di attrezzature a Palazzo d’Orléans non sono assolutamente riconducibili al presidente della Regione, ma rientrano nelle esclusive competenze del dipartimento”. Di Chiara ha specificato che i servizi di mensa e bar “non costituiscono un privilegio del presidente della Regione, bensì sono destinati a tutto il personale in servizio a Palazzo d’Orléans — circa 200 dipendenti — senza alcuna area o utilizzo esclusivo”.
Gli acquisti, ha aggiunto, “rispondono unicamente a esigenze funzionali: sostituzione di attrezzature danneggiate o non riparabili, anche a seguito di eventi eccezionali, o adeguamenti necessari per obblighi normativi, nel rispetto dei principi di economicità e buon andamento”. Secondo il dirigente, “le ricostruzioni fornite risultano fuorvianti, poiché ignorano la natura istituzionale delle spese, assimilando impropriamente una sede di alta rappresentanza a un ordinario complesso di uffici”.
Quanto ai beni di rappresentanza, la nota chiarisce che “sono destinati esclusivamente ad attività istituzionali, quali visite ufficiali e incontri di rilievo, secondo quanto previsto dal cerimoniale”. Tale prassi, conclude la Regione, “si inserisce in una consuetudine antichissima, radicata nelle relazioni internazionali fin dall’antichità, quale simbolo di pace, alleanza e rispetto reciproco”; alcuni beni, inoltre, “sono stati destinati a iniziative solidali a favore di soggetti fragili, in particolare nel periodo delle festività”.