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17 aprile 2026 - Aggiornato alle 19:37
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il report

Dallo Juventus club agli eventi per il fitness: i contributi diretti di Galvagno, 8 milioni in tre anni e Paternò nel cuore

Somme e beneficiari dei finanziamenti discrezionali del presidente dell'Ars emergono dallo studio condotto dal deputato regionale del Movimento 5 stelle Adriano Varrica

17 Aprile 2026, 16:01

Dallo Juventus club agli eventi per il fitness: i contributi diretti di Galvagno, 8 milioni in tre anni e Paternò nel cuore

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Nel 2025 lo Juventus club di Paternò ha festeggiato i dieci anni di attività. E per celebrare degnamente l'evento sono arrivati, in due distinte occasioni, due grandi ex attaccanti bianconeri: Mirko Vucinic il 13 aprile e Michele Padovano il 2 gennaio. «Quest'anno abbiamo voluto esagerare», ha esultato il numero uno del club. Il Piccolo Teatro della città etneo era pieno, anche di bambini. A contribuire alla buona riuscita ci ha pensato anche il presidente dell'Ars Gaetano Galvagno che per i due eventi ha finanziato lo Juventus club con 10mila euro. Soldi presi dal fondo che il presidente dell'Assemblea regionale siciliana dispone a sua discrezione per sostenere economicamente enti pubblici, del terzo settore, associazioni e fondazioni.

Il caso Paternò

Tra il 2022 e il 2025 Galvagno ha destinato in totale 20mila euro allo stesso Juventus Club. Ma la passione per lo sport e per la sua città di origine, Paternò appunto, è andata oltre: nel triennio altri 34mila euro sono andati alla Ssd 02 Sport Club, associazione sportiva dilettantistica, tra le altre cose per organizzare giornate dedicate «agli amanti del fitness e ai frequentatori dei centri sportivi»; 20mila euro alla società di calcio di Paternò per l'organizzazione di tornei di beneficenza e per la partecipazione alle finali nazionali della Coppa Italia di Eccellenza. Per raccontare la storia della squadra, l'Associazione Gazzetta rossazzurra nel 2024 ha stampato un volume "Un sogno chiamato serie C". E il tifoso Galvagno ha voluto sostenerlo con 5mila euro.

Non c'è solo lo sport tra le attività sostenute dal presidente dell'Ars: 23mila euro sono stati destinati alla locale Pro Loco. Soldi che sono finiti a volte a finanziare eventi benefici o destinati a categorie fragili. Ma anche per la rappresentazione della passione di Gesù e per il premio Idria destinato agli «eroi silenziosi delle forze armate». 

In totale Paternò, in proporzione alla sua grandezza demografica, è il Comune siciliano a cui Galvagno ha destinato più soldi nei suoi tre anni di presidenza: 268.700 euroI numeri emergono dallo studio condotto dal deputato regionale del Movimento 5 stelle Adriano Varrica. «Il Presidente dell’Assemblea Regionale ha pagato 7,85 milioni di euro di contributi a 2.700 beneficiari tra associazioni, Comuni, parrocchie e scuole “a suo insindacabile giudizio” – citando testualmente il regolamento – per finalità che vanno dall’organizzazione di eventi culturali ad iniziative di beneficienza e solidarietà. Impietoso il paragone con la precedente legislatura durante la quale la Presidenza Micciché nel primo triennio aveva erogato 2,74 milioni di euro per le medesime finalità. In pratica la Presidenza Galvagno ha concesso quasi tre volte i contributi del suo predecessore (il cui dato non era certo indicativo di un approccio frugale)». 

Il regolamento dell'Ars permette al presidente di destinare, dietro istanza e a «a suo insindacabile giudizio», contributi a enti pubblici, enti del terzo settore, associazioni, fondazioni e altri enti di diritto privato fino ad un massimale di 15mila euro (che può essere superato con una delibera del Consiglio di Presidenza), a condizione che per espressa disposizione statutaria non perseguano fini di lucro. In più ci sono le somme erogabili per le cosiddette spese di rappresentanza - 150mila euro annui - che «possono essere utilizzate anche per contributi, elargizioni e beneficienza». 

I Comuni "fortunati"

Guardando ai singoli Comuni che hanno ricevuto contributi significativi (almeno 50mila euro) e non proporzionati alla popolazione che ospitano, il primo posto va a Paternò con 268.700 euro, «quasi quattro volte quello che le sarebbe spettato in base ad una ipotetica ripartizione demografica», sottolinea Varrica. A seguire Ragusa (€ 210.000), Comiso (€ 152.500), Agrigento (€ 161.500), Acireale (€ 145.600), Belpasso (€ 134.000), Chiaramonte Gulfi (€ 105.500), Giarre (€ 87.500), Avola (€ 73.000) e Piazza Armerina (€ 69.500).

La tipologia dei destinatari

«Una pioggia di soldi e di beneficiari - commenta Varrica, autore dello studio - che purtroppo alimenta una triste convinzione culturale: i contributi pubblici arrivano grazie al filtro della politica e per avere qualcosa bisogna chiedere al potente di turno, al conoscente, in una rete di relazioni che rischia di prevalere sul merito. Chiaramente il non detto di questo meccanismo è evidente: chi riceve il contributo al momento opportuno dovrebbe ricordarsi della “generosità” di chi ha erogato o favorito l’erogazione, anche in vista di future necessità».

In termini di tipologia di beneficiari lo studio mostra che i quasi otto milioni di euro di questa legislatura sono stati attribuiti per il 67,8% ad associazioni ed altri enti no profit, per il 19,5% ad enti locali, per l’11,4% a parrocchie ed altri istituti religiosi mentre solo l’1,5% è andato a scuole e università. A livello di distribuzione provinciale il grosso delle risorse sono andate ai territori del Catanese e del Ragusano, che con il 29% della popolazione hanno ricevuto più del 40% dei quasi 8 milioni di euro stanziati.

Le associazioni che hanno ricevuto più soldi

Nella top ten degli enti e associazioni che hanno ricevuto contributi ci sono: il Centro studi “Feliciano Rossitto” di Ragusa con 351.000 euro, a seguire l’Associazione culturale “Rusina” di Ragusa con 322.350 euro, la Cooperativa “Alessandro Scarlatti” di Mezzojuso (PA) con 267.500 euro, l’Associazione “Cantanti e Contanti” di Ragusa con 253.000 euro, l’Associazione “Idea nuova” di Palermo con 202.900 euro, Associazione “La Casa di Giulio” di Palermo con 183.000 euro, l’Associazione coro lirico siciliano di Barcellona Pozzo di Gotto con 164.500 euro, l’Associazione C&M di Santa Venerina con 160.000 euro, l’Associazione Archidrama di Giarre con 157.800 euro e l’Associazione Sole ODV con 148.500 euro.

Le proposte per cambiare le regole

Per interrompere questa prassi il deputato del Movimento 5 stelle propone di cambiare le regole: ridurre il budget a disposizione della presidenza dell'Ars a 100mila euro annui, «un taglio del 96% rispetto ai quasi 8 milioni dell’ultimo triennio», da destinare a «casi del tutto straordinari, inattaccabili e trasversalmente riconosciuti per il loro significato istituzionale». E diminuire anche il budget destinato alle spese di rappresentanza del Presidente dell’Assemblea Regionale (ad oggi 150mila euro annui), «escludendo la possibilità di utilizzarle anche per contributi, elargizioni e beneficienza». Infine tagliare completamente i budget per spese di rappresentanza per i deputati questori (ad oggi 15mila euro annui) e, soprattutto, per i deputati segretari (8mila euro annui) «il cui ruolo - conclude Varrica - è limitato alle attività di aula e non ha nulla a che fare con le esigenze di rappresentanza istituzionale dell’Assemblea se non al medesimo livello di qualsiasi altro deputato».