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17 aprile 2026 - Aggiornato alle 19:27
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Area di stoccaggio Rfi

Allarme arsenico al villaggio Unrra: La Vardera chiede analisi indipendenti e stop ai tir

Deposito in zona Sud sotto accusa: dopo il sopralluogo, il deputato regionale ha presentato una richiesta di accesso agli atti. Ecco cos'ha chiesto

17 Aprile 2026, 15:51

Allarme arsenico al villaggio Unrra: La Vardera chiede analisi indipendenti e stop ai tir

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Si riaccendono i riflettori sul deposito di stoccaggio del materiale di risulta dei lavori per il raddoppio ferroviario, al villaggio Unrra. Stavolta è Ismaele La Vardera, deputato regionale di Controcorrente, a puntare il dito sul sito, dopo aver fatto un sopralluogo ispettivo presso il deposito ferroviario di Rfi accompagnato dalla candidata sindaca per il campo largo Antonella Russo. Ismaele che era in città per la presentazione liste alle prossime Amministrative di maggio, ha ricevuto segnalazioni dagli abitanti della zona, che ormai da tempo lamentano non solo la presenza di uno stoccaggio che preoccupa per la natura dei materiali depositati, ma anche il passaggio continuo di tir, che intaserebbe la viabilità della zona Sud. Dopo il sopralluogo, La Vardera ha presentato un'interrogazione urgente rivolta al presidente della Regione Siciliana e agli assessori regionali per il Territorio e per la Salute - Giusi Savarino e Daniela Faraoni - per chiedere trasparenza sulla potenziale presenza di materiali contaminati, con specifico riferimento all’arsenico (precedenti analisi avevano svelato la presenza di arsenico, minerale contenuto nel materiale di scavo della galleria Sciglio), nell'area di stoccaggio. La Vardera torna dunque a puntare i riflettori sulla gestione dei materiali di risulta derivanti dai lavori infrastrutturali stoccati nell'area: «L’arsenico è una sostanza altamente tossica e classificata come cancerogena per l’uomo – scrive La Vardera nella richiesta di accesso agli atti - associata a patologie gravi quali tumori della pelle, dei polmoni e della vescica, nonché a danni al sistema cardiovascolare e neurologico, l’esposizione può avvenire non solo per contatto diretto, ma anche per inalazione di polveri contaminate e attraverso la catena alimentare, con accumulo nei suoli e nelle coltivazioni nelle immediate vicinanze del deposito insistono numerose abitazioni civili, con presenza significativa di soggetti vulnerabili quali bambini e anziani. La breve distanza è presente un istituto scolastico frequentato da circa 2.000 studenti. Nell’area circostante sono presenti coltivazioni agricole, con concreto rischio di contaminazione dei prodotti destinati al consumo umano e animale. Il continuo transito di mezzi pesanti, anche nelle ore notturne, determina disagi rilevanti per la popolazione e contribuisce alla dispersione di polveri, secondo quanto rappresentato da un comitato spontaneo di cittadini, la situazione sarebbe di particolare gravità sotto il profilo ambientale e sanitario, la movimentazione dei materiali e l’azione del vento possono favorire la diffusione di polveri potenzialmente contaminate su un’area ampia».

Ma non è solo un problema di contaminazione: «Il continuo transito di mezzi pesanti, anche nelle ore notturne – sottolinea ancora il deputato - determina disagi rilevanti per la popolazione e contribuisce alla dispersione di polveri, secondo quanto rappresentato da un comitato spontaneo di cittadini, la situazione sarebbe di particolare gravità sotto il profilo ambientale e sanitario, la movimentazione dei materiali e l’azione del vento possono favorire la diffusione di polveri potenzialmente contaminate su un’area ampia, il principio di precauzione impone interventi immediati in presenza di potenziali rischi per la salute pubblica, risulta imprescindibile garantire trasparenza e accesso ai dati ambientali, nonché un monitoraggio costante e indipendente».

Per questo La Vardera chiede all'Asp di Messina e all'Arpa, oltre che ai rapprentanti istituzionali: «Se l’Arpa abbia effettuato campionamenti e analisi presso il sito in oggetto e, in caso affermativo, quali siano i valori rilevati, con particolare riferimento all’arsenico e ad altri eventuali contaminanti, e per quale motivo tali dati non siano stati resi pubblici. Se tali valori superino le soglie previste dalla normativa vigente e quali siano i conseguenti livelli di rischio per la salute umana. Quali verifiche siano state effettuate o intendano effettuare da parte dell’Asp competente in ordine agli effetti sanitari sulla popolazione residente, con particolare attenzione ai soggetti vulnerabili e alla popolazione scolastica. Se siano stati avviati o programmati monitoraggi su aria, suolo, acque e coltivazioni agricole presenti nell’area, al fine di verificare eventuali fenomeni di contaminazione. Se le attività di deposito e movimentazione dei materiali risultino pienamente conformi alla normativa ambientale, anche in relazione alla gestione dei rifiuti e alla prevenzione della dispersione di polveri. Se intendano disporre con estrema urgenza analisi indipendenti da parte di un ente terzo qualificato, al fine di accertare in modo trasparente lo stato dei luoghi, quali misure immediate intendano adottare per ridurre il rischio di esposizione della popolazione, ivi incluse eventuali limitazioni delle attività, sistemi di abbattimento delle polveri e regolamentazione del traffico pesante. Se non ritengano opportuno attivare un piano straordinario di monitoraggio ambientale e sanitario nell’area interessata».

Tutto chiesto «con urgenza», conclude il deputato.