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18 aprile 2026 - Aggiornato alle 07:05
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Scontro azienda e sindacato

Caronte & Tourist licenzia 13 metalmeccanici a Messina: Fiom Cgil annuncia la mobilitazione

Tredici posti a rischio nei cantieri navali, l'azienda dei Franza annuncia i licenziamenti, la Fiom convoca l'assemblea e minaccia la mobilitazione denunciando il massiccio ricorso agli appalti e un "abuso datoriale"

18 Aprile 2026, 06:26

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Caronte & Tourist licenzia 13 metalmeccanici a Messina: Fiom Cgil annuncia la mobilitazione

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Tredici posti di lavoro a rischio ai cantieri navali dello Stretto accendono lo scontro tra azienda e sindacati a Messina. Il gruppo Caronte & Tourist ha annunciato il licenziamento di 13 operai metalmeccanici, una decisione che ha provocato l’immediata reazione della Fiom Cgil. Il sindacato ha subito convocato ieri alle 13 un’assemblea aperta a tutti i lavoratori del cantiere, compreso l’indotto, per decidere le iniziative di mobilitazione da intraprendere per contrastare questa decisione. Dura la posizione dei segretari di Fiom Sicilia e Messina, Francesco Foti e Daniele David, insieme al segretario della Camera del lavoro Pietro Patti e al coordinatore della cantieristica navale Serafino Biondo. «Se il gruppo non cambia linea – affermano – la mobilitazione è inevitabile. Il licenziamento collettivo è inaccettabile perché finalizzato esclusivamente al risparmio sul costo del lavoro e non supportato da reali esigenze tecnico-organizzative o produttive».

Il sindacato contesta in particolare la “genericità delle motivazioni” sostenute dall’azienda, che ha spiegato come non esisterebbe «un nesso chiaro tra la riduzione dei costi e i posti soppressi. Sotto accusa anche il massiccio ricorso agli appalti, che secondo la Fiom inciderebbe per circa il 80 per cento del processo produttivo del cantiere, elemento ritenuto incompatibile con la scelta di procedere ai licenziamenti».

Nel mirino finisce inoltre il ruolo del gruppo sul territorio. I rappresentanti sindacali parlano di un “debito enorme” nei confronti della città, e invitano Messina a sostenere i lavoratori contro quello che viene definito un “abuso datoriale”, in un contesto già segnato da difficoltà occupazionali ed economiche.

«E’ bene ricordarlo- sostengono Foti, Favid, Patti e Biondo- questi licenziamenti avvengono in un gruppo privato che, nei fatti, ha il quasi totale monopolio delle attività di traghettamento, che beneficia di risorse pubbliche in una città che gli garantisce enormi profitti pagandone il prezzo in termini di sicurezza delle persone, di congestionamento del traffico urbano e di inquinamento ambientale, con la quale hanno dunque un debito considerevole».