amministrative ad agrigento
Giuseppe Conte non concede il simbolo all’ex grillino che lo insultò
Ad Agrigento il M5S appoggia Michele Sodano senza il logo per il veto dell'ex premier, figlio delle tensioni dopo la sua espulsione del 2021
Le stelle ci sono ancora tutte e cinque, e anche i colori sono quelli. Però ad Agrigento, proprio nel giorno in cui il centrodestra dei veleni decide di scindersi con due candidati (Dino Alongi per Fi, Fdi, Udc e Mpa e Luigi Gentile per Lega e Dc), spunta un caso nel campo largo di Michele Sodano, lanciato da Controcorrente e sostenuto da Pd e Casa riformista-Iv. A essere scomparsa è, infatti, la lista del M5S. Che sosterrà infatti l’ex parlamentare grillino, ma senza la benedizione del logo. Un “niet” arrivato da Giuseppe Conte che i 5stelle regionali ridimensionano a semplice scelta tecnica per il fatto che nella lista ci sono persone non sono tesserate.
«Il Movimento di Agrigento – dice una nota - non vuole essere chiuso e autoreferenziale. Vogliamo aprirci alla società civile». Una strada obbligata, quella di cercare candidati altrove perché, quando il nome di Sodano è stata ufficializzato, il coordinamento territoriale del M5S si è tirato fuori – tanto da essere stato di fatto commissariato da Palermo – e con esso la lista che aveva costituito.
Il “cancellate il logo” è piovuto di botto sui candidati consiglieri solo venerdì. «Ci era stato consigliato di usare un simbolo del Movimento più piccolo nel materiale promozionale» racconta un aspirante consigliere. Poi stop definitivo e formale.
Impossibile che a pesare non siano stati i rapporti “burrascosi” tra Sodano e Conte. L’oggi candidato sindaco il 19 febbraio 2021, a seguito della sua astensione sul voto di fiducia al governo Draghi, viene espulso dal gruppo del M5S con altri 20 deputati. E non ha mai risparmiato attacchi proprio a Conte. Sodano è tra i firmatari di una lettera pro Beppe Grillo, con accuse all’ex premier di non assumersi le responsabilità del tracollo elettorale. «L'ingratitudine è una mescolanza di egoismo, orgoglio e stupidità», dicevano citando Cartesio.
E oggi è arrivato il conto.