In Sicilia
Via al conto alla rovescia per il rimpasto alla Regione: Fdi verso la Salute con l'ipotesi Aricò
Martedì l’udienza di Amata, poi parte il turnover. In Fi spunta Pellegrino, la Dc pensa a Messina
Il conto alla rovescia è partito davvero. Ne sono convinti in tanti, ormai, tra big e small di partito. Per il rimpasto ormai è roba di giorni, non più di settimane (un paio, al massimo). La data presunta viene fissata agli ultimi giorni di aprile dai più ottimisti, ai primi di maggio dai più cauti. Ma ci siamo. Nonostante le partite aperte siano tante, incrociate, intrecciate, con le caselle confuse come il classico cubo di Rubik. Come si farà a comporre i colori, cioè i posizionamenti in giunta dei partiti?
Per provare a fare un po' d'ordine, bisogna partire dall'unica certezza, rappresentata da una data: martedì si svolgerà l'udienza preliminare al termine della quale i giudici decideranno se l'assessora al Turismo Elvira Amata dovrà andare, o meno, a processo per corruzione. Difficile che l'esito sia noto lo stesso giorno, potrebbero trascorrerne alcuni, ma il 21 aprile partirà il timer del rimpasto. Intanto, M5s e Controcorrente hanno depositato la mozione di censura per l'assessora.
Si parte da qui. E forse da qualche altro elemento che, se non è certo, è altamente probabile: il ritorno della Dc nel governo e l'aggiunta di un assessore (una donna) per l'Mpa di Raffaele Lombardo che ha scelto Valeria Caci, assessore comunale a Gela, che l'ex governatore avrebbe già presentato a Renato Schifani. Più complessa la questione Dc: archiviata l'ipotesi di rientrare in entrambi gli assessorati da cui i democristiani sono stati estromessi dopo l'esplosione dell'inchiesta che ha coinvolto anche Totò Cuffaro, resta una sola casella da riempire. Se, nei giorni scorsi, sembravano altissime le quotazioni di Ignazio Abbate, la recente polemica sul nome alternativo, quello di Laura Abbadessa, potrebbe spingere il governatore verso l'usato sicuro: il ritorno, cioè, di Andrea Messina che sarebbe comunque gradito al gruppo parlamentare che spinge perché in giunta vada un deputato e vuole scongiurare l'arrivo di un tecnico. I nomi degli autonomisti e dei democristiani si incrociano sulle deleghe: in ballo sono quelle attualmente ricoperte a interim da Schifani, cioè Autonomie locali (dovrebbe andare la Dc quindi col rientro di Messina nell'assessorato da cui era uscito) e Famiglia (l'assessora Mpa nella giunta gelese ha la delega ai servizi sociali).
C'è poi il tema più controverso: salvo sorprese, ormai al passo d'addio l'assessora Daniela Faraoni. E la liberazione della poltrona della Sanità apre uno scenario nel quale diventa centrale, anzi centralissimo Fratelli d'Italia. I meloniani hanno chiesto l'assessorato di Piazza Ottavio Ziino, il governatore avrebbe “aperto”, chiedendo però una figura di alto profilo, magari tecnica. Ma Fdi starebbe pensando a un assessore attualmente in carica. Il nome più caldo è quello di Alessandro Aricò, ma è viva la “concorrenza” di Giusi Savarino (e da tenere d'occhio anche la commissaria dell'Asp di Trapani, Sabrina Pulvirenti). A quel punto, ecco i due nuovi scenari. Il primo, prevede l'ingresso di un altro meloniano alle Infrastrutture (o all'Ambiente) e la contestuale cessione del Turismo con l'addio di Amata. A quel punto, Fdi avrebbe però tre assessorati pesanti come quelli di Sanità, Infrastrutture e Ambiente, oltre ai Beni culturali. Un quadro che produrrebbe scosse non da poco nella coalizione e anche nello stesso partito del presidente. Il nome più caldo per aggiungersi alla compagine meloniana in giunta è quello di Giorgio Assenza (prima di Massimiliano Giammusso), ma la necessità delle quote rosa potrebbe orientare il governatore verso la senatrice Carmela Bucalo.
L'altro scenario, invece, prevede il semplice switch sanità-infrastrutture con Aricò, appunto, al primo e l'altro assessorato a Forza Italia. In questo caso, i nomi sono quelli di Bernadette Grasso e di Stefano Pellegrino che avrebbe il pregio di essere gradito anche all'area critica che fa capo a Marco Falcone. Ma non sono ovviamente svanite le chance di Nicola D'Agostino, nel caso in cui il governatore volesse tenere per sé la sanità, ipotesi non tramontata. A quel punto, il turismo resterebbe e Fdi che potrebbe sempre lanciare Bucalo o Assenza. Una decina di giorni, per comporre il cubo.