Attualità
Consiglio comunale di Pozzallo al veleno, la presidente Celestri replica al vetriolo al consigliere Ammatuna
"L'opposizione ha animato polemiche strumentali e costruite ad arte"
A Pozzallo la temperatura politica si alza sensibilmente.
Dopo le frizioni esplose nell’ultima seduta del Consiglio comunale, la presidente Quintilia Celestri interviene con una nota dai toni severi per “ristabilire la verità”, denunciando polemiche “strumentali” e costruite ad arte dall’opposizione e da una parte della stessa amministrazione.
Nel mirino è finita la vicenda della “targhetta”, un atto istituzionale pensato per ricordare i presidenti del Consiglio comunale del passato. Celestri ne rivendica il senso e la legittimità: “Parliamo di un segno di rispetto verso chi ci ha preceduti, un atto condiviso in conferenza dei capigruppo e con tutti i pareri favorevoli. Definirlo ‘autocelebrazione’, come fatto dal Sindaco e dal consigliere Ammatuna, è una forzatura lontana dalla realtà.”
La presidente precisa, inoltre, di avere concesso la parola al consigliere Ammatuna per ben quattro interventi, sebbene le sue esternazioni siano arrivate a mettere in dubbio la professionalità del Segretario comunale.
Per Celestri, il clamore attorno alla “targhetta” risponde a una logica precisa: “distrazioni di massa dai problemi reali”.
La presidente del Consiglio elenca senza mezzi termini le criticità che graverebbero sulla città: un recente episodio di ordine pubblico rimasto sottotraccia; cantieri incompiuti e diffuso degrado urbano; la mancanza di politiche efficaci rivolte ai giovani e alle fasce più fragili.
L’affondo più marcatamente politico riguarda la gestione del potere locale. A suo giudizio, gli attacchi sarebbero il riflesso di una resistenza di un sistema in affanno: “Siamo di fronte alla resistenza di un sistema che fatica ad accettare il naturale ricambio generazionale. Si attacca chi rappresenta un’alternativa per difendere un modo di intendere la politica come qualcosa da trattenere, anziché da mettere al servizio della comunità”.
Malgrado il clima avvelenato e quelli che definisce “attacchi personali”, Quintilia Celestri ribadisce l’intenzione di proseguire nel mandato con equilibrio e determinazione, senza lasciarsi condizionare.
“Una città senza memoria è una città senza futuro”, conclude la nota. E a Pozzallo, lo scontro sulla memoria appare il preludio a una fase politica più complessa e contendibile.