IL CASO
Giarrusso minacciato dopo il video sui Cuffaro a Raffadali: «Denuncio e vado avanti»
L'ex europarlamentare ringrazia per la solidarietà ricevuta e lancia un appello più ampio alla politica e all'opinione pubblica
«Tu sei come Buscetta», «Attento a come parli, è meglio per te», «Fatti i cazzi tuoi», «Devi stare al tuo posto», «Stai parlando assai». Sono le minacce e gli insulti ricevuti in privato dal giornalista ed ex europarlamentare Dino Giarrusso, che le ha rese pubbliche sui social dopo aver pubblicato un video in cui criticava l'ipotesi che Ida Cuffaro, nipote di Totò Cuffaro, potesse diventare sindaco di Raffadali, succedendo allo zio Silvio — fratello dell'ex governatore condannato per favoreggiamento alla mafia.
«Questa è la realtà di alcune zone della Sicilia nel 2026», scrive Giarrusso, «dopo che colpevolmente non si è fatto un lavoro culturale e sociale utile a estirpare la mentalità mafiosa e feudale dalla nostra vita». Il giornalista annuncia di aver sporto denuncia e di non avere intenzione di fermarsi: «Non sono le minacce a spaventarmi, ma il clima che le crea».
Giarrusso ringrazia il deputato Ismaele La Vardera per la solidarietà immediata, a cui si è aggiunta quella del PD attraverso Sandro Ruotolo. E lancia un appello più ampio alla politica e all'opinione pubblica: «Non possiamo dividerci su questo. La mafia va combattuta e sconfitta insieme, con un lungo e faticoso lavoro culturale e sociale». Infine, un richiamo diretto agli intellettuali: «Spero che tutti i leader politici vogliano dire la loro, e che personalità come Roberto Saviano non sottovalutino ciò che accade in Sicilia».