Il caso
La retromarcia di Manlio Messina: «Niente rivelazioni per non aiutare la Sinistra»
L'ex uomo forte di Giorgia Meloni in Sicilia aveva preannunciato una conferenza stampa che avrebbe messo in imbarazzo Via della Scrofa: «La mia una scelta identitaria»
La temuta “tempesta perfetta” annunciata per scuotere i vertici romani di Fratelli d’Italia e far deflagrare la polveriera siciliana si è dissolta come neve al sole.
Manlio Messina, già vicecapogruppo di FdI alla Camera e ora approdato al Gruppo Misto, ha innestato una clamorosa retromarcia: freno a mano tirato e fine della proclamata ribellione.
Poche ore prima l’ex uomo forte di Giorgia Meloni in Sicilia aveva promesso rivelazioni scottanti, dichiarandosi pronto a “vuotare il sacco”. L’idea era una conferenza stampa esplosiva alla Camera dei Deputati, fissata per giovedì, per rivelare le “vere motivazioni” dell’addio e smentire le “ricostruzioni fantasiose” circolate nei giorni scorsi.
Il fulcro dell’evento? Il suo smartphone: “È arrivato il momento di aprire il mio telefono e far capire cosa muove me e cosa invece muove chi gestisce il partito di Fratelli d’Italia”. Parole pesanti, che avevano acceso l’allarme in via della Scrofa.
Il timore era concreto: se la Sicilia, feudo storico di figure come Ignazio La Russa e Nello Musumeci, fosse esplosa, per la premier Meloni sarebbero stati guai senza calcolo. Si rincorrevano persino voci su una possibile candidatura di Messina alla presidenza della Regione Siciliana, da battitore libero e in contrapposizione al governatore uscente Renato Schifani. Il copione sembrava pronto per un nuovo capitolo della saga “Fratelli Coltelli”.
Invece, il colpo di scena: con un messaggio netto, Messina ha annullato tutto. Niente conferenza, nessun segreto svelato, telefono chiuso in tasca. Motivo dichiarato: una scelta identitaria. “La conferenza è annullata semplicemente perché da uomo di destra non ho intenzione di dare alla sinistra un vantaggio che non merita”, ha spiegato. E ancora: “Preferisco ingoiare qualche rospo e rimanere fedele alle mie idee”.
A chi lo immaginava pronto a salire sul carro dell’opposizione, la replica è stata tranciante: “Non andrò in nessun altro partito, figurarsi a sinistra. Per cui rassegnatevi e fatevene una ragione”. Anche l’attesa partecipazione a La7, che molti leggevano come palco alternativo per colpire i vertici di FdI, è stata ridimensionata: “A La7 andrò per parlare della guerra in Medio Oriente, quindi anche su questo rassegnatevi!”.
