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22 aprile 2026 - Aggiornato alle 06:07
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La polemica

Piano urbanistico, è polemica: Scurria attacca, Mondello ribatte

L'accusa: la delibera sul piano urbanistico trasformata in manifesto elettorale dopo le dimissioni; Mondello replica: lavoro tecnico e partecipazione pubblica già in corso

22 Aprile 2026, 06:10

Piano urbanistico, è polemica: Scurria attacca, Mondello ribatte

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«Il piano urbanistico come un manifesto elettorale lanciato contemporaneamente alle dimissioni di Basile. Ennesima scorrettezza e sgarbo alla città». Non usa mezzi termini il candidato a sindaco del centrodestra, Marcello Scurria, che entra a gamba tesa nel dibattito sul piano urbanistico generale, entrato nella fase operativa di pianificazione partecipata dopo l’atto di indirizzo votato dalla giunta che ne ha definito i criteri.

Ed è proprio quest’ultimo atto a finire nel mirino di Scurria: «La delibera, approvata con tre giorni di differenza rispetto alle dimissioni, è l’ennesima prova che il Municipio è stato gestito come casa propria e che nottetempo, tra decine di delibere di commiato, si è approvato l’atto urbanistico più importante riducendolo a manifesto elettorale. La conseguenza inevitabile è che lo scorso 16 aprile un comune commissariato ha pubblicato un avviso con il quale si invitano i messinesi a partecipare a processi decisionali ed inviare proposte e suggerimenti entro trenta giorni. Tutto questo durante la campagna elettorale che inevitabilmente distrae dalla vera partecipazione dei cittadini e rischia di diventare un passaggio per soli addetti ai lavori. Scorrettezza intollerabile. Chiediamo al commissario di valutare la sospensione dell’atto per evitare possibili interferenze durante la campagna elettorale».

E non si fa attendere la replica dell’assessore uscente, Salvatore Mondello: «L’attività sul Prg era già in stato avanzato oltre tre anni fa. Lo stop è derivato esclusivamente dall’entrata in vigore della normativa legata al Ponte. Da quel momento il lavoro non si è mai fermato, si è continuato a operare su tutte le attività propedeutiche al Piano. Solo poco prima delle dimissioni si è arrivati a un passaggio formale, possibile grazie all’acquisizione di informazioni ufficiali da parte della Stretto di Messina, che ci hanno consentito di predisporre le direttive generali. Queste tracciano una cornice, senza incidere in maniera significativa sulle scelte urbanistiche e senza definire il Piano. La normativa attuale, infatti, prevede un percorso obbligatorio di partecipazione con tutti gli stakeholder già nella fase di progettazione, ed è esattamente quello che sta avvenendo».