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Corruzione, dalla gara per l'elisoccorso al sistema di prevenzione: l'atto di accusa dell'Antimafia regionale
La commissione ha chiuso l'inchiesta sull'affidamento del servizio confermando le censure a Iacolino. Ed evidenziando come l'ufficio per prevenire la corruzione sia una scatola vuota, dove «i vigilati dovrebbero collaborare col vigilante»
La Regione siciliana ha un sistema anticorruzione, sulla carta. C'è "un responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza" e cinque dipendenti. Per il resto la norma dice che i suoi referenti, quelli che dovrebbero essere le antenne attive nelle stanze della burocrazia per segnalare eventuali anomalie, sono i dirigenti apicali dell'amministrazione. Tradotto: sarebbero dovuti essere i vari Salvatore Iacolino e Giancarlo Teresi, ad esempio, ad autodenunciare le loro condotte corruttive che poi sono finite al centro dell'indagine della Procura di Palermo.
Se la corruzione è una piaga dei palazzi della Regione che non risparmia né la politica, né la burocrazia, gli anticorpi interni sono totalmente «inefficaci». A metterlo nero su bianco è la commissione regionale Antimafia, presieduta da Antonello Cracolici (Pd), alla fine dell'ultimo lavoro d'inchiesta sull'affidamento del servizio di elisoccorso in emergenza. Che in Sicilia va avanti a colpi di proroga dal 2013 e che nell'ultimo anno è finito al centro di due precise denunce della deputata di Forza Italia Margherita La Rocca Ruvolo.
Principale accusato: ancora Iacolino, ex dirigente generale della Pianificazione strategica dell'assessorato alla Salute. Affidamento dell'incarico di Rup senza rispettare il principio di rotazione, proroghe contro norma, procedure negoziate in presenza di un bando aperto, nomina di un legale esterno a supporto del Rup da oltre 50mila euro, stazione appaltante - il dipartimento di pianificazione strategica che si è sostituito alla Centrale unica di committenza - non qualificata. E sempre la stessa società a gestire il servizio da 13 anni: la Avincis Aviation Italia. C'è tutto questo nell'atto di accusa.
Sull'appalto per i servizi di elisoccorso nelle basi dell'Isola (Palermo, Lampedusa, Caltanissetta, Messina, Catania e Pantelleria) ha acceso i riflettori anche l'Autorità nazionale anticorruzione. La commissione regionale Antimafia ha messo insieme tutti gli atti, ha ascoltato i diretti interessati (tra cui La Rocca Ruvolo, Iacolino e il responsabile della prevenzione della corruzione) e redatto una relazione finale, che dovrebbe essere approvata oggi, in cui viene fortemente censurata l'azione della Regione e in particolare quella di Iacolino.
Primo punto: la nomina da parte dell'ex dirigente della Pianificazione strategica dell’ingegnere Emanuele Di Paola come Rup della gara. Troppi incarichi ravvicinati nel tempo e lautamente retribuiti per Di Paola, è l'accusa. La commissione Antimafia riconosce che il principio di rotazione fissato dalle normative non è stato rispettato. In particolare Iacolino ha spiegato che, prima dell'affidamento a Di Paola, tre dirigenti del Dipartimento avevano rinunciato all'incarico. Ma la Commissione ha verificato che soltanto uno dei dirigenti aveva espressamente rinunciato al ruolo di Rup. Gli altri due dirigenti avevano detto no al consequenziale affidamento interinale del Servizio 6 “Urgenza emergenza sanitaria – Isole minori e aree disagiate” della Pianificazione strategica". Perché le due cose - fare il Rup e l'interim del Servizio 6 - secondo Iacolino dovevano camminare insieme. Un'affermazione che secondo la commissione non è contemplata dalla norma.
Altra grande anomalia riguarda la procedura negoziata avviata dalla Regione a maggio del 2025. Dopo dodici anni di proroghe, il 14 febbraio era stato lanciata una gara aperte divisa in tre lotti. I primi due sono andati deserti, il terzo (quello che riguarda Catania e Caltanissetta) ha ricevuto una sola offerta da parte della società Alaudania, poi aggiudicataria. Ma mentre la procedura è ancora aperta, il dipartimento della Pianificazione strategica come stazione appaltante decide di attivare una procedura negoziata, senza bando e per tutte le basi operative, per circa otto mesi fino al 31 dicembre 2025. Unica offerta quella di Avincis, la società che già gestiva il servizio. La commissione Antimafia, facendo proprie le bacchettate dell'Anac, stigmatizza questa scelta, che ha prodotto «un'effettiva riduzione della concorrenza».
Se dunque tutte le anomalie della vicenda elisoccorso vengono confermate e ulteriormente aggravate dal lavoro della Commissione, sono le conclusioni sul sistema di prevenzione della corruzione alla Regione a destare maggiore preoccupazione, perché disegnano un sistema permeabile. Si parla di «carenza di personale», «incarico conferito ad un dirigente non apicale che non ha poteri di intervento sugli altri rami dell'Amministrazione», non può effettuare ispezioni e non può entrare nel merito degli affidamenti. E ancora: «Manca un adeguato sistema di alert». Carenze che comportano «una mala gestio che potrebbe degenerare in fenomeni corruttivi». Soprattutto perché sono i dirigenti apicali, secondo la norma, a dovere segnalare: «Una situazione conflittuale - conclude la commissione - perché i soggetti vigilati sono proprio quelli tenuti a collaborare con il soggetto vigilante».