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Modica, Cinque Stelle all'attacco: "Inaccettabile il silenzio sugli atti pubblici"
La deputata regionale Campo e il coordinatore cittadino Tribastone hanno segnalato il caso ad Anac, prefettura e al responsabile anticorruzione del Comune
Il Movimento 5 Stelle accusa il Comune di Modica di non rispondere a ripetute istanze di accesso agli atti su temi di interesse pubblico. La deputata regionale Stefania Campo e il Gruppo Territoriale M5S di Modica, coordinato da Saro Tribastone, hanno presentato segnalazioni formali all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), alla Prefettura di Ragusa e al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza dell’ente.
“Abbiamo formalmente investito con specifiche segnalazioni l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), la Prefettura di Ragusa e il Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza del Comune di Modica sulla mancata risposta del Comune di Modica guidato dalla sindaca Maria Monisteri, espressione dell’amministrazione di centrodestra che oggi governa la città, a diverse richieste di accesso agli atti riguardanti questioni di evidente interesse pubblico, tra cui la gestione della piscina comunale, del cimitero e le posizioni debitorie rilevanti verso l’ente”.
Lo dichiarano Campo e il gruppo territoriale pentastellato.
“Si tratta – dicono – di un atteggiamento grave e inaccettabile da parte dell’amministrazione comunale di Modica. È paradossale che una deputata regionale, una rappresentante delle istituzioni eletta dai cittadini, mentre svolge il proprio dovere e le proprie funzioni ispettive previste dalla legge, non riceva alcuna risposta a richieste formali su temi che riguardano beni pubblici, servizi pubblici e risorse della collettività. Se si ignora perfino chi esercita un mandato istituzionale, è lecito chiedersi quale considerazione venga riservata ai normali cittadini, quei contribuenti che tengono in piedi la macchina pubblica e spesso ricevono in cambio solo silenzi ben timbrati.
“Non è una questione personale o burocratica – proseguono – è una questione di trasparenza amministrativa, di rispetto delle regole e di corretto rapporto tra istituzioni e cittadini. Quando si chiede conto dell’utilizzo di risorse pubbliche o della gestione di servizi essenziali, il silenzio non può essere la risposta. La piscina comunale è chiusa da tempo, restano interrogativi sui debiti accumulati e non risulta ancora pubblicato un nuovo bando di gestione. Sul fronte delle posizioni debitorie verso il Comune, i cittadini hanno diritto di sapere se l’amministrazione stia agendo con equità ed efficacia nel recupero delle somme dovute. Sono temi seri, non dettagli da archiviare nel silenzio di qualche ufficio comunale dove le carte si muovono meno delle stagioni”.
Campo e Tribastone concludono: “Attendiamo ora gli esiti delle segnalazioni presentate. Continueremo a vigilare affinchè venga ripristinata la piena legalità amministrativa e garantito il diritto dei cittadini a conoscere come vengono gestite le cose pubbliche. Le istituzioni servono a rispondere, non a barricarsi dietro il silenzio amministrativo ogni volta che arrivano domande scomode. Ed è proprio questo il punto politico della vicenda: un comportamento del genere diventa intollerabile se riguarda addirittura un’amministrazione comunale”.