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Il nodo inestricabile di Forza Italia: perché la Sicilia spaventa i vertici (e si pensa al commissariamento)
Tra l'obiettivo di compattezza dettato dal pranzo di Cologno Monzese tra i Berlusconi e Tajani e la realtà di una divisione palese, la Sicilia diventa il dossier più scottante sul tavolo del partito
La calendarizzazione dei Congressi regionali continua a tenere banco in casa Forza Italia. L’intenzione di farli entro l’estate è confermata. Non c'è ancora nessuna data ufficiale ma una dead line: il 30 giugno. Oltre questo termine, infatti, non si potrà andare, visto che a luglio tutti hanno già la testa delle vacanze. I tempi quindi sono stretti, anzi strettissimi. E incombono le amministrative, sparse qua e là su tutto il territorio nazionale. Allo stato, sono state celebrate (il 18 aprile scorso) solo le assise della Valle D’Aosta, che hanno portato all’elezione (all’unanimità) di Emily Rini segretario. L’obiettivo resta quello di ricompattare il partito ovunque e provare a fare congressi unitari, come deciso al pranzo di Cologno Monzese di una settimana fa tra la famiglia Berlusconi e Antonio Tajani.
Il malessere di chi non vuole fare i congressi perché non si considera garantito e teme blindature delle tessere per il controllo di fatto del partito, non è sopito. Anzi. E proprio per evitare divisioni e frenare malumori, garantendo le richieste degli scontenti, a quanto apprende l’Adnkronos, si starebbe pensando di affiancare al segretario regionale la figura di un vice plenipotenziario come una sorta di compensazione. L’idea dei vice sarebbe sul tavolo del governatore Alberto Cirio, che sta gestendo il dossier congressuale per arrivare a soluzioni condivise.
Il caso più spinoso, resterebbe, per ora, quello della Sicilia, dove la frattura interna è conclamata, la voce di un imminente commissariamento è sempre più forte e il rinvio del congresso ad autunno sembra inevitabile.
Quanto ai tempi, la stagione congressuale si svolgerebbe in due tranche. La prima si terrebbe a maggio, dove si concentrerà il voto in varie amministrazioni comunali: al netto della Valle D’Aosta, verrebbero celebrati 9 congressi su 20 Regioni, a cominciare da Umbria, Marche, Veneto, Emilia Romagna. Le assise rimanenti si terrebbero, invece, a giugno, come la Lombardia.