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Governo

Dl sicurezza, via libera al decreto correttivo: contributo da 615 euro esteso anche a onlus e mediatori

Ultime rifiniture al decreto che amplia la platea dei beneficiari

23 Aprile 2026, 21:33

21:40

Dl sicurezza, via libera al decreto correttivo: contributo da 615 euro esteso anche a onlus e mediatori

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Tecnici al lavoro per le ultime rifiniture del decreto correttivo del dl sicurezza. Il testo sarà all’esame del consiglio dei ministri quasi contestualmente al varo del provvedimento complessivo che avrà nelle prossime ore il via libera definitivo da Montecitorio.

Le misure correttive - si spiega da fonti parlamentari di maggioranza - dovrebbero riguardare da una parte l’estensione del contributo di 615 euro per chi segue la pratica del migrante, anche nei casi in cui questa non si concluda con il rimpatrio volontario. Dall’altra l’ampliamento della platea, oltre quella degli avvocati, dei possibili soggetti, come onlus o mediatori, abilitati a beneficiarne. Si tratta di norme che incideranno sull’articolo 30-bis del testo sulla sicurezza su cui gli uffici del Quirinale hanno individuato alcune criticità che richiedono l'intervento del governo.

Il decreto correttivo - si evidenzia - demanderà poi a un successivo decreto ministeriale l’individuazione dell’elenco dei soggetti (oltre agli avvocati, dovrebbero rientrare mediatori culturali e ong) abilitati a ricevere il contributo per l'assistenza al migrante. Secondo le stesse fonti, serviranno poi dei tempi tecnici, che potrebbero essere anche di qualche mese, per mettere a punto quest’ultimo provvedimento, tenuto conto del normale iter dei decreti ministeriali. Nel decreto legge correttivo in arrivo dovrebbe essere anche prevista una revisione della copertura degli oneri che inizialmente era quantificata in 246mila euro per il 2026 e 492mila per ciascuno degli anni 2027 e 2028.

Stasera un corteo di circa un centinaio di persone ha raggiunto piazza Montecitorio per protestare contro il decreto Sicurezza.

"Blocchiamo il decreto Sicurezza, diciamo ancora no" recita lo striscione. I manifestanti hanno intonato 'Bella Ciaò' e chiesto le dimissioni del governo Meloni con alcuni cori.