Il retroscena
Regione, il “Codice Scarpinato” per il rimpasto la nuova giunta entro la fine di aprile
L’assessore regionale alla Cultura potrebbe accettare di traslocare al Comune di Palermo dando il via al domino delle nomine. Tutti gli altri nomi in ballo
Codice Scarpinato. Per sbloccare tutti i rimpasti. Chiave d'accesso per muovere finalmente qualcosa. Alla Regione, sì, ma anche al Comune di Palermo. Dove l'attuale assessore di Renato Schifani, con delega alla Cultura, potrebbe essere inviato a sostituire Giampiero Cannella, nominato sottosegretario del governo Meloni, nel ruolo di vicesindaco e assessore dello stesso ramo.
Strada stretta, strettissima. Ma l’itinerario è già stato illustrato al diretto interessato che, però, non sembra salti di gioia di fronte all'idea di lasciare Via delle Croci. Anzi, di fronte ai compagni di partito che gli ventilavano l'ipotesi, avrebbe risposto che sì, il ruolo di vicesindaco era roba sua, ma non direttamente. Semmai, tramite un uomo o una donna da lui indicato. A questo punto, però, sarà decisivo il partito: se chiederà a Scarpinato di traslocare, il meloniano verosimilmente obbedirà, liberando un posto in giunta per soddisfare le aspettative di chi vorrebbe, dopo alcuni tentativi a vuoto, il capogruppo di Fdi all'Ars, Giorgio Assenza, nel governo Schifani.
In realtà, spiegano fonti di Fratelli d'Italia, Scarpinato non avrebbe ancora del tutto archiviato la speranza di volare al Senato, con la contestuale chiamata a Palermo, nella giunta regionale, di Ella Bucalo. Nemmeno quest'ultima, però, sembra essere entusiasta di un prossimo trasloco. E del resto, nelle ultime ore, sta anche tramontando l'esigenza di avere un'altra donna in giunta.
Stando ai più recenti rumor, l'assessora Elvira Amata, rinviata a giudizio per corruzione lunedì scorso, sembra non abbia alcuna intenzione di lasciare il Turismo. Del resto, sottolinea qualche addetto ai lavori, se avesse voluto dimettersi dopo la decisione del giudice che l'ha mandata a processo, probabilmente l'avrebbe fatto nell'immediato. Niente di tutto questo, a distanza ormai di cento ore. L'assessora, d'altra parte, si fa scudo con altre situazioni. In pratica, non ritiene di dover andare, considerata la posizione di Luca Sammartino, anche lui a processo. Ma anche, guardando all'interno del proprio partito, a quella del presidente dell'Ars Gaetano Galvagno.
E così, tutto si muoverebbe se a fare il primo passo fosse Scarpinato. Ma ora il tempo stringe. Schifani nei giorni scorsi ha fatto sapere di volere chiudere al più presto la partita del rimpasto. Magari entro il 30 aprile, data segnata in rosso da aspiranti assessori e collaboratori. Dal primo maggio, in assenza del rendiconto 2025 in fase di stesura, scatterà infatti il blocco della spesa per le assunzioni di consulenti ed esterni. A quel punto i nuovi assessori non potranno costituire gli uffici di gabinetto e le segreterie particolari.
Ma che le grandi manovre siano partite, lo testimoniano anche alcuni confronti tra i vertici delle istituzioni. Mercoledì sera c’è stato un colloquio tra Galvagno e Schifani, tra programmazione Ars e governo. Sarebbero emerse diverse ipotesi e diversi nomi, tra tecnici e politici.
Oggi, invece, il governatore, in occasione della sua partecipazione al cinquantennale del Partito popolare europeo, incontrerà il segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani. Sarà il momento di un confronto anche sul nome del nuovo commissario regionale del partito (è quasi fatta per Nino Minardo), ma anche per parlare di governo siciliano. Schifani ha fatto intendere di non avere intenzione di tergiversare ancora a lungo. Nei prossimi giorni il presidente della Regione probabilmente incontrerà i segretari dei partiti per chiudere sui nomi. Ma se i partiti non troveranno nomi e intese, il governatore sarebbe pronto a intervenire in prima persona. Senza escludere che di fronte all'impasse dei partiti, si possa optare per la semplice sistemazione delle caselle vacanti, quelle lasciate dagli assessori Dc “dimissionati” dopo l'inchiesta della Procura di Palermo.
I democristiani spingono per un parlamentare regionale (Abbate e Messina i nomi in pole), mentre l'altro assessorato dovrebbe andare all'Mpa di Lombardo che ha scelto Valeria Caci, assessora di Gela. Una quota rosa preziosissima, ma con un piccolo problema politico. Al Comune, infatti, governa in una giunta civica ma progressista, il cui sindaco è espressione del Movimento cinque stelle. Come la prenderanno gli alleati? E il governatore che protesterà contro i “renziani” nella giunta palermitana di Roberto Lagalla?