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la polemica

Cinema, politica e 600mila euro: il caso del film del neo sottosegretario Cannella scuote il ministero

Finanziato l'action-movie del neo sottosegretario di FdI. La stessa commissione aveva bocciato i fondi per il documentario su Giulio Regeni e una sceneggiatura di Bernardo Bertolucci

24 Aprile 2026, 10:41

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Cinema, politica e 600mila euro: Il caso del film del neo sottosegretario Cannella scuote il ministero

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La nomina di Giampiero Cannella a sottosegretario alla Cultura nel governo Meloni si apre con una tempesta politico-mediatica legata all’assegnazione di finanziamenti pubblici destinati al settore cinematografico.

Al centro delle polemiche c’è lo stanziamento di 600.000 euro in favore di “Tf45 - Kilo Point”, un progetto per il grande schermo di cui il neo-sottosegretario risulta coautore. La sceneggiatura è infatti tratta dal suo romanzo “Task Force 45 - Scacco al califfo”, un thriller d’azione che racconta le operazioni di un’unità d’élite delle forze armate italiane contro le reti terroristiche di Al Qaeda, Isis e talebani in Afghanistan.

La vicenda si è ulteriormente inasprita alla luce delle contestuali decisioni della stessa commissione ministeriale incaricata di valutare le domande di sostegno: l’organo ha respinto, tra gli altri, un documentario su Giulio Regeni e l’ultima sceneggiatura del maestro Bernardo Bertolucci. Una disparità giudicata da molti difficilmente spiegabile, che ha alimentato dubbi sull’imparzialità della valutazione.

Massimo Galimberti — componente della commissione dimessosi insieme al critico Paolo Mereghetti — aveva sottolineato l’inopportunità di finanziare il film di un esponente politico in carica di Fratelli d’Italia, ricordando che Cannella ricopriva allora anche il ruolo di vicesindaco di Palermo. La replica ricevuta alla sua obiezione è stata un laconico: “E allora Walter Veltroni?”

A rendere il quadro ancor più controverso, il fatto che lo stesso progetto avesse già tentato senza successo di ottenere i medesimi fondi nel 2024, venendo respinto; il via libera è arrivato l’anno successivo, in coincidenza con un cambiamento nella composizione della sottocommissione esaminatrice.

Immediata la reazione delle opposizioni, che hanno acceso il dibattito in Aula. Il deputato del Partito Democratico Andrea Casu, richiamando un’inchiesta de La Stampa, ha sollevato il caso durante la seduta fiume della Camera sul decreto sicurezza. Casu ha definito la mancata attribuzione dei fondi al film su Regeni “una ferita politicamente molto grave” e ha attaccato le priorità dell’esecutivo, sostenendo che, invece di finanziare il film del sottosegretario, le risorse avrebbero dovuto essere destinate alla sicurezza dei cittadini, sbloccando le assunzioni di 2.700 vice ispettori delle forze dell’ordine.

Il progetto “Tf45” presenta inoltre intrecci significativi con l’attuale maggioranza. La vera Task Force 45 operante in Afghanistan fu guidata nel 2006 dall’odierno europarlamentare Roberto Vannacci. La regia è stata affidata a Maximiliano H. Bruno, definito una “vecchia conoscenza” di Fratelli d’Italia, già noto per aver diretto “Red Land (Rosso Istria)”, film sulle foibe che Giorgia Meloni, allora all’opposizione, aveva fortemente elogiato e sostenuto, arrivando a chiederne la proiezione obbligatoria in tutte le scuole italiane.