Amministrative 2026
Giallo sulle lista di Scn, le tre delibere dell'assessorato "ingenerano confusione". Ecco cosa c'è scritto, spiegato bene
L'assessorato parla di esenzione dalle firme per i gruppi rappresentati all'Ars, ma il centrodestra contesta l'interpretazione e diffida la commissione per i simboli simili
La presentazione delle liste. È questo l'ultimo campo di battaglia elettorale. La questione, squisitamente amministrativa – e non poco complessa - che ha fatto esplodere la bagarre tra Cateno De Luca e Marcello Scurria, si può leggere nero su bianco in tre documenti dell'assessorato alle Autonomie locali.
L'unica cosa chiara è quel che c'è in ballo: ovvero la presentazione delle liste di Sud chiama Nord, che ne ha pronte ben 14.
Cerchiamo di fare chiarezza su quel che è successo. Per presentare una lista servono almeno 700 firme, ma considerando che per stare sicuri se ne presentano sempre più di 700, ne servirebbe un minimo di 10 mila firme.
Tantissime, per questo Sud chiama Nord lo scorso marzo chiede un parere all'assessorato regionale alle Autonomie locali che è competente in materia elettorale. Che risponde con la prima nota, del 16 marzo: «Nessuna sottoscrizione è richiesta per i partiti o gruppi politici costituiti presso l'Assemblea regionale siciliana».
Bene, Scn è rappresentato all'Ars, e non ha l'obbligo di presentare le firme. Ma per una lista o per tutte e 14? La domanda stavolta la pone Rossana Carrabba, segretaria generale del Comune: «Si chiede se è legittimo l'esonero della raccolta firme per quelle liste di candidati contraddistinte da un contrassegno che, al proprio interno presenti il simbolo, o una versione ridotta, cosiddetta “lenticchia” di un partito o gruppo politico costituiti presso l'Ars».
La risposta dell'assessorato arriva il 16 aprile: «Non pone limiti all'applicazione del disposto normativo medesimo afferente l'esenzione delle liste».
La questione sembra quindi definitivamente chiarita. La nota viene trasmessa a tutte le prefetture siciliane al voto, ma quella di Palermo solleva dubbi e chiede un nuovo parere, con una domanda leggermente diversa, ovvero chiede se sia possibile «che un medesimo partito o gruppo politico si candidi nella stessa competizione elettorale, risultando presente con più liste dai simboli similari ma inequivocabilmente riconducibili al medesimo partito».
L'assessorato risponde, in sostanza, che non si può presentare liste con «contrassegni di lista che siano identici o che si possano facilmente confondere con quelli di altre liste». Scn dovrà presentare, quindi, liste che siano ben distinguibili tra di loro.
Basterà questo? Non secondo Marcello Scurria, candidato del centrodestra, che ha inviato una diffida alla commissione elettorale che dovrà accettare le liste, sottolineando «il clima di estrema confusione ingenerato dall'assessorato» che potrebbe ingenerare errori tali da «minare la leggitimità dei provvedimenti che le competenti commissioni saranno chiamate ad assumere». Secondo Scurria, infatti, la possibilità di un partito rappresentato all'Ars di non presentare le firme è una deroga alla legge, e in quanto deroga non può essere di interpretazione estensiva a tutte le liste, ma può attenersi solo ad una. Non si può, in sostanza, non presentare le firme pure per le altre liste.
Chi avrà ragione? Lo si saprà di certo a breve, la presentazione delle liste è appena cominciata e terminerà il 29. Di certo è che la partita elettorale è già agguerritissima.