Attualità
Ragusa, si accende il confronto politico tra Fratelli d'Italia e Cinque Stelle
Diquattro non le manda a dire ad Hassen che aveva criticato il presidente della consulta giovanile: "Ci ha rivolto accuse sterili e pretestuose"
Si accende il confronto politico a Ragusa dopo le critiche rivolte dalla coordinatrice cittadina del Movimento 5 Stelle, Najla Hassen, al presidente della Consulta Giovanile, Emanuele Occhipinti. A intervenire sulla vicenda è Simone Diquattro, coordinatore provinciale di Gioventù Nazionale, che in una nota ha espresso solidarietà a Occhipinti e ha duramente contestato le affermazioni della rappresentante pentastellata.
Diquattro definisce l’attacco «ignobile e vergognoso» e accusa la coordinatrice del M5S di alimentare il dibattito pubblico «solo attraverso post carichi di odio e mistificazioni». Il coordinatore di Gioventù Nazionale respinge inoltre l’idea che la Consulta Giovanile sia riconducibile a un’unica area politica: «La Consulta — afferma — non è, e non è mai stata, la consulta di Fratelli d’Italia. Basterebbe guardare la composizione, ma evidentemente per qualcuno è troppo complicato approfondire».
Nel suo intervento, Diquattro ricorda che l’organismo giovanile ha sempre partecipato alle principali ricorrenze civiche, «compreso il 25 aprile», sottolineando che anche quest’anno la Consulta era presente alla celebrazione della Liberazione. Da qui la critica alla coordinatrice del M5S, accusata di ignorare i fatti e di aver scelto «un attacco personale» nei confronti di Occhipinti, descritto come «una persona equilibrata, prima ancora delle sue idee politiche».
Un ulteriore elemento contestato da Diquattro riguarda la gestione del dibattito online: «La stessa coordinatrice ha anche bloccato i commenti, impedendo qualsiasi forma di confronto», afferma, definendo il gesto un segnale di chiusura e di ricerca di visibilità attraverso la polemica.
Il coordinatore provinciale annuncia inoltre di riservarsi «di adire alle vie legali a tutela di Gioventù Nazionale e dell’onorabilità di chi è stato ingiustamente attaccato», ritenendo l’episodio un esempio del clima che, a suo avviso, continua a caratterizzare la politica ragusana.
La vicenda ha alimentato un acceso dibattito sui toni del confronto pubblico e sul ruolo delle organizzazioni giovanili nel dialogo politico cittadino. Resta ora da capire se seguiranno ulteriori repliche o se la questione si sposterà sul piano istituzionale o legale.