Catania
Officina democratica sul Partito Democratico: alleanze chiare, fedeltà alla Costituzione e coalizione progressista per battere la destra
La posizione espressa anche su chi è sottoposto a procedimenti giudiziari
Officina democratica rende nota la sua posizione in merito al dibattito sul Partito Democratico, in particolare in alcuni Comuni della provincia etnea.
"Il Partito Democratico siciliano riflette da qualche tempo sulla sua natura, collocazione e rilevanza nel quadro della politica siciliana. È naturale che lo faccia, ma è bene che provi a ricondurre queste riflessioni all’interno di confronti di idee e di politiche. L’approssimarsi di consultazioni elettorali spesso rende più serrati questi confronti.
Succede anche che personalità della politica, esterne al Partito Democratico, provino a dire allo stesso partito cosa deve fare. Ognuno si esprima liberamente, ma è buona norma – soprattutto se si appartiene alla medesima coalizione o si lavora per costruirla – rispettare le vicende interne degli altri partiti, salvo richiamare tutti ad un tavolo di confronto dove affrontare le questioni più controverse.
Sembra tuttavia che nei confronti del Partito Democratico la voglia di dire, a chi guida il partito localmente o a livello nazionale, cosa fare in questa o quella circostanza sia irresistibile. Qualcuno, dall’esterno del Partito, ha perfino chiesto le dimissioni del segretario regionale. Il senso comune dovrebbe portare costoro ad adoperarsi per creare un altro partito o a sceglierne uno diverso, più vicino al proprio sentire. Quello stesso senso comune dovrebbe portare coloro che contestano dall’interno l’operare di chi guida il partito a preparare una candidatura vincente al momento del rinnovo degli organi dirigenti.
Ma il confronto c’è ed è meglio che ci sia – anche aspro - piuttosto che non avere alcun confronto. In tempi elettorali l’attenzione cade naturalmente sulle alleanze. Si discute quindi di confini, di regole per la selezione degli alleati, di tratti identitari irrinunciabili. Si può provare però a rendere il confronto il più fruttuoso possibile. A questo fine è utile definire fin dall’inizio quale criterio si segue quando si discute di confini e di alleanze. Solo così il confronto può essere utile. Altrimenti diventa uno scontro fine a sé stesso.
Il circolo tematico del Partito Democratico catanese, Officina Democratica, insieme al circolo territoriale del Centro Storico, ha seguito con attenzione il confronto che si è sviluppato nelle ultime settimane proprio sulle regole delle alleanze e dei confini che il Partito democratico deve imporre al proprio spazio di azione politica. Dopo un approfondito confronto interno il circolo ritiene importante rendere nota la propria posizione. A guidare qualsiasi regola di alleanza e di azione politica non può che esserci la fedeltà ai valori della Costituzione Repubblicana e alla sua matrice profondamente antifascista. Non sono quindi possibili interlocuzioni politiche o alleanze elettorali con chi quei valori non li difende o li ritiene obsoleti. Ciò vale anche quando queste alleanze sono mascherate da improbabili liste civiche. Occorre invece guardare con rispetto quelle iniziative animate da vero spirito civico. È bene inoltre che stiano temporaneamente fuori dall’azione politica coloro sottoposti a procedimenti giudiziari, almeno fino all’auspicabile proscioglimento da ogni addebito.
Il Partito Democratico, sotto la guida solida e lungimirante di Elly Schlein, è un grande partito che ha certamente ulteriori potenzialità di crescita ma che non crede nell’autosufficienza. La ricerca delle alleanze è quindi un momento importante della sua azione politica, a livello nazionale così come a livello regionale e locale. Officina Democratica e il Circolo del Centro Storico sono profondamente impegnati a costruire una solida coalizione progressista che possa a breve rimpiazzare i pessimi governi di destra, nazionale, regionale e locale. Auspichiamo che il dibattito sviluppato dento i nostri circoli sia esteso ad ogni circolo del Partito Democratico siciliano, al fine di giungere a regole condivise da tutto il partito".