Regione
Schifani va avanti col “rimpastino” ma scoppia il caos nella Dc, rebus Fi
Riassegnati i due interim (uno a Mpa): torna Albano, gruppo in rivolta. Il nodo tecnici
A Palermo c'è voglia di far presto. A Enna, non c'è nessuna fretta. È il tiro alla fune del rimpasto, tra chi vuole chiudere la pratica e chi non ne sente affatto l'esigenza.
Da un lato, in particolare, il presidente della Regione Renato Schifani che ha annunciato di voler definire il dossier già nei prossimi giorni, se non nelle prossime ore. Dall'altro, Fratelli d'Italia con i suoi quattro assessori, che “vuole scegliere con calma”. Anche per evitare di innescare meccanismi imprevedibili al suo interno.
Ma a Palazzo d'Orleans, le grandi manovre sono già partite. All'insegna, anche, di una sintonia tra il governatore e il nuovo commissario regionale di Forza Italia, Nino Minardo, che ha incontrato ieri il presidente a Palazzo d'Orleans. E dalla nota arrivata al termine del vertice, filtra l’idea di un “ritocchino”, rimandando a un futuro non determinato gli altri interventi. «Abbiamo concordato – ha detto Minardo - sull’urgenza di rendere la squadra di governo pienamente operativa senza ulteriori rinvii». E il riferimento alla piena operatività della giunta non può non portare dritti alle due caselle rimaste libere dopo l'addio dei due assessori della Dc.
Uno di questi, cioè Nuccia Albano, è pronto a rientrare entrare in giunta, con la stessa delega, quella alla Famiglia. Ma la restautazione nell’assessorato abbandonato al culmine delle polemiche sull'inchiesta che ha coinvolto anche Totò Cuffaro, adesso, rischia di fare implodere il partito. Nei minuti in cui il governatore ha richiesto ad Albano la disponibilità a tornare, il capogruppo Carmelo Pace e il deputato regionale Ignazio Abbate hanno convocato una call, facendo filtrare l'intenzione di richiedere la “restituzione” di entrambi gli assessorati e paventando, in caso contrario, anche uno strappo politico, col transito all'opposizione all'Ars. Su Abbate, il preferito del gruppo parlamentare, pare abbia pesato una vicenda giudiziaria risalente agli anni in cui era sindaco di Modica.
L'altra poltrona che verrà assegnata è quella promessa all'Mpa di Raffaele Lombardo. La necessità di ristabilire anche la quota minima di quattro donne in giunta, come prevedono le norme, ha fatto salire, per giorni, le quotazioni della gelese Valeria Caci. Adesso, il ritorno di Albano renderebbe meno urgente, nell'immediato, quella condizione. Tra l'altro non è escluso che l’appartenenza di Caci a una giunta comunale (a Gela, appunto) espressione progressista con M5s e Pd, possa ostacolarne le ambizioni. Le riunioni tra i lombardiani sono andate avanti fino a tarda sera.
Il rimpasto, almeno per ora, potrebbe essere tutto qui. Ma c'è un'altra situazione su cui si è discusso nelle ultime ore, cioè la posizione dei due tecnici Daniela Faraoni e Alessandro Dagnino. La prima, più che il secondo, è data in uscita dalla giunta. Ma quell'assessorato resterà a Forza Italia che ha confermato che terrà tutte le attuali deleghe. Chi, casomai, al posto dell'assessora? Il nome che non è mai uscito dalle discussioni nei palazzi è quello di Nicola D'Agostino, sul quale però, pesa l'appartenenza all'area di Totò Cardinale, già rappresentata in giunta da Edy Tamajo, con una delega “pesante” come quella delle Attività produttive. Un nome sul quale una parte del gruppo parlamentare è fortemente contrario, proprio per una questione di equilibri interni. In caso di addio di Faraoni, la solita necessità delle “quote rosa” potrebbe rilanciare Bernadette Grasso, mentre nel caso in cui fossero entrambi i tecnici a lasciare la giunta, tornerebbe d'attualità il nome del capogruppo Stefano Pellegrino, anche per offrire un ramoscello d'ulivo all'area che si raccoglie attorno all'eurodeputato Marco Falcone, scontento per la nomina a commissario di Minardo.
Ma i discorsi sui tecnici potrebbero essere rimandati ai prossimi mesi. Quando anche Fratelli d'Italia avrà deciso che fare con i suoi assessori, a partire da Amata. Il governo, per il momento, non cambierà faccia. Si limiterà a un “ritocchino”.