English Version Translated by Ai
28 aprile 2026 - Aggiornato alle 16:36
×

il caso

Polemica a Marsala: la "tassa" di 4mila euro per aspiranti assessori, la candidata Patti parla di metodo trasparente

Il modulo prevede inoltre che i consiglieri destinati alla giunta debbano dimettersi subito dall’incarico consiliare in caso di elezione

28 Aprile 2026, 12:46

12:50

Polemica a Marsala: la "tassa" di 4mila euro per aspiranti assessori, la candidata Patti parla di metodo trasparente

Seguici su

Sta provocando un’ondata di polemiche la diffusione di un modulo interno che definisce criteri, contributi economici e impegni politici per la nomina degli assessori di una delle coalizioni in corsa alle prossime amministrative a Marsala.

Il documento, pubblicato da Tp24, è una scrittura privata sottoscritta da movimenti e partiti del centrosinistra a sostegno della candidata sindaca Andreana Patti.

Nel testo si stabilisce che gli assessori indicati dalle forze politiche, qualora scelti tra i candidati delle liste, debbano versare 4.000 euro: 2.500 euro per le spese della campagna elettorale e 1.500 euro per ciascun assessore designato.

Il modulo prevede inoltre che i consiglieri destinati alla giunta debbano dimettersi subito dall’incarico consiliare in caso di elezione. Se un partito rinuncia alla nomina, perde il diritto all’assessorato, che passa alla lista successiva per consenso elettorale.

La parte economica dell’accordo ha immediatamente alimentato critiche e reazioni da parte degli altri candidati, trasformando il documento in uno dei temi più discussi della campagna.

Dal fronte Patti, però, la linea è opposta: nessuno scandalo, ma una scelta di metodo. La candidata parla di un cambio di passo: “Per la prima volta a Marsala si prova a fare politica in modo trasparente: niente cene pagate dal candidato, niente spese coperte senza sapere da dove arrivano i fondi, niente raccolte opache.

Per anni la politica si è sostenuta anche attraverso consulenze, incarichi e compensi distribuiti dopo il voto. Un sistema in cui il prezzo vero lo pagavano i cittadini”.

Patti insiste sul concetto di responsabilità condivisa: “Non si compra un ruolo, si partecipa a un progetto alla luce del sole. Capisco che questa impostazione possa sembrare strana a chi è abituato a logiche diverse. Ma la differenza è semplice: trasparenza prima, o opacità dopo”.