l'intervista
Di Giovanni: «Pd, porte aperte al contributo plurale di idee e di interessi»
Il nuovo corso del Pd cittadino vorrebbe ripartire da questo, morbidezza, spigoli arrotondati, correnti fluide ma non impattanti
Pugno di velluto - altro che ferro - in guanto di velluto. Il nuovo corso del Pd cittadino vorrebbe ripartire da questo, morbidezza, spigoli arrotondati, correnti fluide ma non impattanti. Il Virgilio per guidare il Partito Democratico fuori dall’inferno dantesco delle fratture e delle guerre interne sarà Matilde Di Giovanni, eletta segretario cittadino per acclamazione, unica candidata, dall’assemblea cittadina. Avvocato, discendente da icone cittadine della sinistra come lo zio Ettore e il nonno, colleghi e compagni di partito ne elogiano la gentilezza, altri ne criticano un eccesso di morbidezza ed un eccesso di diplomazia.
Segretario, lei ha preso le redini di un cavallo ramingo che per anni è sembrato senza guida, o un pony dalla storia nobile che adesso ha bisogno di crescere?
«Non ho avuto affidate le redini né di un cavallo ramingo né di un pony, ma di un cavallo di razza in grado di correre e vincere, cioè il maggior partito della sinistra, che ha tutte le carte in regola per costruire, insieme a tutti coloro che vogliono collaborare al progetto, l’alternativa vera per Siracusa».
Lei succede a Santino Romano ma di fatto anche ad Alessandro Dierna, che è stato segretario per un pugno di giorni prima delle polemiche per i voti on line. Che idea si è fatta di quella vicenda?
«Non guardo al passato, ma a lavorare di buona lena nel presente per il futuro di chi vive in questa città e di coloro che aspirano a restarvi o a ritornare».
Prima del “pace fatta” molti iscritti non avevano rinnovato la tessera. Perché dovrebbero tornare a farlo?
«Chi ha a cuore Siracusa sa che il cambiamento positivo può venire soltanto dalla militanza e l’impegno, anzitutto nel e con il Partito Democratico, che ha porte aperte al contributo plurale di idee, di interessi e di sollecitazioni positive».
Le guerre interne al Pd sono terminate?
«Non parlerei di guerre in seno al Pd, semmai di dialogo rispettoso e di ascolto delle opinioni - anche diverse – dell’altro, che in un contesto democratico, come quello del nostro partito, è sempre libero di esprimersi. Il fine del dibattito interno è sempre quello di conseguire la sintesi in una proposta unitaria».
Gli elettori vogliono un partito riconoscibile. Cosa farà perché questo avvenga?
«Il Pd di Elly Schlein è già oggi chiaramente riconoscibile per i valori ispirati alla Costituzione antifascista, per la tutela dei diritti e della libertà, e io intendo seguire con coerenza questa linea».
Il Pd tornerà a far sentire la propria voce forte e chiara sulle problematiche cittadine?
«Il Pd non ha mai smesso di far sentire la propria idea chiara e forte sui problemi di Siracusa. Lavoreremo ancora sulle effettive priorità, attraverso una seria analisi e proposte concrete di soluzioni tra cui scegliere».
Il Pd è stato molto critico, negli ultimi anni, nei confronti dell’amministrazione comunale, anzi negli anni passati si era consumata una vera e propria rottura dei rapporti, con i vostri consiglieri comunali in campo per un’opposizione agguerrita. E’ il momento di una proficua collaborazione per il bene della città? E se sì, a quali condizioni?
«Il Pd si trova all’opposizione perché l’Amministrazione comunale segue una linea in contraddizione con gli interessi veri della città. Quindi il Pd si batte per risolvere i problemi dei siracusani, ed opera nella trasparenza e nel rispetto dei suoi principi inderogabili».
Quali sono gli argomenti da segnare in rosso sulla sua agenda?
«Gli argomenti che proporrò al partito sono tanti, e non saranno solo nella mia agenda, ma saranno il campo di lavoro di tutto il partito e di tutta la sinistra siracusana».