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29 aprile 2026 - Aggiornato alle 14:50
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Lo scontro

Catania, lite tra Bianco e il Pd. L'ex sindaco: «Gravi le liste con la destra». Il partito: «Accuse prive di legittimità»

L'ex primo cittadino parla di accordi nei piccoli comuni. Il segretario provinciale dem Pappalardo respinge le accuse: «Non accettiamo lezioni da chi ha ridotto il partito in cenere»

29 Aprile 2026, 14:28

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Catania, lite tra Bianco e il Pd. L'ex sindaco: «Gravi le liste con la destra». Il partito: «Accuse prive di legittimità»

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L'ex ministro ed ex sindaco di Catania Enzo Bianco, alla guida dei Liberal Pd, ha duramente criticato le alleanze con il centrodestra promosse in alcuni comuni siciliani dal segretario regionale dem Anthony Barbagallo in vista delle amministrative del 2026. Secondo Bianco, si tratta di una scelta «grave e difficilmente giustificabile», in palese contrasto con i valori e la storia del Partito democratico. Un'operazione che, dettata da logiche di opportunità elettorale, rischia di generare «confusione e disorientamento», compromettendo la credibilità della coalizione. Da qui la richiesta di un chiarimento immediato e trasparente ai vertici del partito per ristabilire la fiducia di elettori e militanti.

Immediata e al vetriolo la replica del segretario provinciale del Pd catanese, Giuseppe Pappalardo, che ha respinto le dichiarazioni definendole «infondate, strumentali e prive di qualsiasi legittimità politica». Pappalardo ha ricordato come Bianco non rinnovi la tessera del partito da anni e si sia recentemente mostrato in piazza a Messina accanto al ministro leghista Matteo Salvini. Rievocando l'ultima candidatura a sindaco dell'ex primo cittadino, il segretario dem ha sottolineato come in quell'occasione il Pd fu condotto alle ceneri, ritrovandosi senza gruppo consiliare e senza la presenza del proprio simbolo.

Respingendo al mittente quella che definisce una ricostruzione «falsa e tendenziosa», Pappalardo ha difeso la strategia di Barbagallo, rivendicando un percorso di alleanze serio e coerente. Nei principali comuni al voto, infatti, il centrosinistra si presenta compatto e, in realtà importanti, come Agrigento, il partito è tornato a utilizzare il proprio simbolo dopo anni di assenza a dimostrazione di un rilancio concreto. Le critiche di Bianco vengono quindi derubricate a un mero tentativo di consumare vendette personali e di certificare un'«esistenza in vita» politica da parte di una figura ritenuta ormai distante dalla realtà del territorio.