Retroscena
La sorpresa di Schifani e i suoi effetti immediati sul governo gelese
La mancata nomina dell'assessore comunale Mpa Valeria Caci ribalta le previsioni e congela un rimpasto che sembrava inevitabile. Il sindaco Di Stefano può tirare un sospiro di sollievo
Il presidente della Regione Schifani nomina i tre assessori della sua Giunta e gli effetti arrivano direttamente sul governo gelese. Non c’è Valeria Caci assessore comunale ai Servizi Sociali in quota Mpa nella terna degli assessori che completa l’esecutivo regionale. Un nome che circolava da dicembre con insistenza - mai smentito da Raffaele Lombardo - e che veniva dato come certo fino a qualche giorno fa. E invece il presidente degli autonomisti l’assessore da indicare a Schifani in quota rosa, l’ha scelto sempre nella provincia di Caltanissetta (dove ha evidentemente interesse a rafforzarsi) ma virando verso Caltanissetta città con la nomina di Elisa Ingala commissario liquidatore dell’Ato ambiente Cl1 e ex assessore nella Giunta del sindaco Peppino Mancuso.
Tra i sostenitori di Valeria Caci – che già la vedevano anche come candidata all’Ars – c’è delusione. Ma se c’è qualcuno che paradossalmente può tirare un sospiro di sollievo, questo è il sindaco di Gela Terenziano Di Stefano, che per mesi è stato diviso tra l’incudine e il martello. A capo di un’alleanza ibrida fatta di civici, progressisti, seguaci di Cateno De Luca, di Carlo Calenda e degli autonomisti di Raffaele Lombardo (il modello Gela – lo ha battezzato il coordinatore regionale del M5s Nuccio di Paola che lo ha inventato nel 2024), Di Stefano da una parte provava sentimenti di orgoglio rispetto all’ipotesi che una componente della sua Giunta andasse a rivestire l’incarico di assessore regionale, pur se in un governo di centrodestra, dall’altro sapeva bene che l’uscita della Caci avrebbe acceso una miccia nella sua alleanza (già attraversata da tensioni e fibrillazioni) per occupare quel posto. I suoi alleati - Di Paola in testa - avrebbero ostacolato il rimpiazzo della Caci con un assessore dello stesso movimento. Ma sarebbe stato difficile per il sindaco chiudere i ponti con l’Mpa se un assessore della sua Giunta fosse andato a governare la Regione. A pressare per un’alleanza pura di forze progressiste è stato in queste settimane con più insistenza Miguel Donegani alleato con Ismaele La Vardera.
Ora Di Stefano può tirare un sospiro di sollievo: la Caci resta al suo posto e l’assetto della Giunta può ancora rimanere immutato. Gli alleati che ogni giorno pressano dietro la sua porta al momento restano a bocca asciutta. Le malelingue dicono che l’on. Di Paola a Palermo abbia iniettato dosi di veleno politico sottolineando che nella Giunta Schifani sarebbe entrata un assessore che a Gela governa con il centrosinistra. Una sorta di frittata girata. Fatto sta che l’assessore regionale gelese non c’è e al momento chi cade in piedi è il sindaco Di Stefano che il rimpasto della sua Giunta lo può ancora differire. Ma non per molto. La corda la tira ormai da oltre un anno.
Il primo cittadino comunque non nasconde la sua delusione per la mancata nomina di Valeria Caci. < I partiti coinvolti in questo rimescolamento di carte alla Regione hanno dovuto dire di si a sua maestà Schifani e si è fatta una scelta territoriale che ancora una volta potenzia il nord della provincia nissena a scapito di Gela. Sono dispiaciuto per Valeria che meritava per quello che è e per ciò che ha fatto anche per l'Mpa, di essere nominata. Non mi piace affatto che si sia fatto girare per mesi il suo nome e non aggiungo altro > - è stato il commento a caldo di Terenziano Di Stefano.