Politica
Ispica, cinque candidati a sindaco e 224 al consiglio comunale
Tutti contro tutti: sembra essere il mantra di questo appuntamento elettorale
Cinque aspiranti sindaci, 14 liste e 224 candidati al Consiglio comunale: sono i numeri delle amministrative del 24 e 25 maggio 2026 a Ispica, che fotografano con chiarezza il dato politico più evidente, una parcellizzazione che non si registrava da anni.
Un quadro estremamente fluido, in cui pesano non solo i contrapposti schieramenti, ma soprattutto le lacerazioni interne. La campagna elettorale corre infatti su un terreno rovente, tra rotture, ricomposizioni e diffidenze reciproche: più che colpire l’avversario, molti protagonisti sembrano impegnati a difendersi dal “fuoco amico”.
La frattura più netta è nel centrodestra. Dopo il divorzio dal sindaco uscente Innocenzo Leontini, Fratelli d’Italia ha scelto di appoggiare Tonino Cafisi insieme a Noi Moderati, in un contesto complicato anche dai rapporti mai sanati con Forza Italia. Ha pesato l’impossibilità di riprodurre a livello cittadino gli equilibri definiti al tavolo provinciale: un’intesa che, sulla carta, avrebbe dovuto garantire compattezza, ma che a Ispica si è arenata tra rivalità, leadership contrapposte e decisioni non condivise.
Parallelamente, la candidatura di Angelo Galifi nasce dallo strappo nell’area MPA–Grande Sicilia, segnato anche dalla fuoriuscita di Salvatore Milana, e si rafforza proprio con il sostegno dello stesso Leontini, in un intreccio politico destinato a produrre effetti anche oltre i confini comunali.
Non meno complesso il quadro nel centrosinistra. L’intesa tra Partito democratico e Sud chiama Nord a sostegno di Paolo Monaca arriva dopo la rottura del “campo largo” con il M5S, che ha scelto un candidato diverso dai dem. Una frattura tutt’altro che marginale: il progetto unitario si è impantanato tra veti incrociati, divergenze strategiche e l’impossibilità di trovare una sintesi condivisa. Ne è scaturita un’alleanza costruita più per necessità che per reale convergenza, con il rischio di una tenuta fragile anche sul terreno elettorale.
In questo scenario si colloca l’area civica, con l’ex sindaco Pierenzo Muraglie sostenuto da tre liste e con una candidatura che porta anche il sigillo del deputato Ignazio Abbate, e con Serafino Arena, espressione del progetto “Controcorrente” promosso da La Vardera.
L’attuale configurazione è figlia del clima teso innescato dalla mozione di sfiducia e dalle polemiche che ne sono derivate. Un passaggio che ha lasciato strascichi profondi, soprattutto per il voto decisivo del presidente del Consiglio comunale Titta Genovese, fino ad allora considerato uomo di fiducia dell’ex primo cittadino. Oggi Genovese corre con Muraglie, simbolo di un ribaltamento degli equilibri che ha contribuito ad alimentare un clima politico particolarmente acceso. Stesso approdo anche per l’ex esponente di Grande Sicilia, Salvatore Milana.
Sul fronte delle candidature, Serafino Arena si presenta con due liste (“Controcorrente” e “Arena Sindaco”) e ha designato come assessori Antonello Calvo, Antonino Raucea, detto Nino, e Delia Murè.
Tonino Cafisi è sostenuto da tre liste (“Cafisi Sindaco”, “Noi Moderati” e “Fratelli d’Italia”) e indica come assessori Marco Santoro, Laura Bellio, Francesco Amodeo e Paola Tonaca.
Angelo Galifi è appoggiato da tre liste (“Galifi Sindaco”, “Grande Sicilia” e “Forza Italia”) e ha designato Innocenzo Leontini, Matilde Sessa e Valentina Lombardo.
Paolo Monaca corre con tre liste (“Paolo Monaca Sindaco”, “Difendiamo Ispica da Iblea Acque” e “Partito democratico”) e propone come assessori Alessandro Salvatore Ferrara, Marylin Denaro e Vincenzo Gianì.
Infine, Pierenzo Muraglie, sostenuto da tre liste civiche (“Muraglie Sindaco”, “Libera e Forte” e “Pensiamo Ispica”), ha indicato come assessori Mattia Moltisanti, Salvatore Milana e Sonia Calabrese.
Numeri, alleanze e soprattutto rotture raccontano una corsa elettorale apertissima e imprevedibile, in cui gli equilibri sono mobili e l’esito finale appare tutt’altro che scontato.