la storia
Gibellina in mostra e in frantumi: la diaspora politica all'ombra della consacrazione
Nell'anno della capitale italiana dell'arte contemporanea la corsa a sindaco si trasforma: Sutera sfida tre ex alleati
Nella cittadina belicina famosa per le migliaia di opere d'arte contemporanee volute da Ludovico Corrao per la rinascita post terremoto, la prossima tornata elettorale più che una competizione sembra una diaspora politica: chi era dentro ora è fuori, chi era alleato ora è avversario, chi era solo ora è… in buona compagnia.
Nel 2020 Salvatore Sutera corse da solo: nessun avversario, nessun confronto, nessun brivido. Una campagna elettorale più simile a una passeggiata che a una competizione. Ma quest’anno, proprio mentre il Comune celebra il titolo di Capitale Italiana dell'Arte Contemporanea 2026, un riconoscimento che avrebbe potuto blindare il consenso, la trama si ribalta: la corsa a sindaco diventa affollata. E pure parecchio. Sutera tenta il terzo mandato, ma stavolta non è più un solista: sul palco salgono tre sfidanti. Due sono suoi ex assessori, Daniela Pirrello e Gianluca Navarra, che conoscono bene la macchina amministrativa e, soprattutto, le sue crepe. Il quarto è Giuseppe Fazzino, sostenuto da consiglieri che fino a ieri sedevano accanto al sindaco uscente. Sutera, che nelle ultime settimane aveva tentato di ricucire e trovare un’intesa per evitare la frammentazione, paga probabilmente le tensioni interne accumulate negli ultimi cinque anni. E così, nell’anno più prestigioso per Gibellina, quello della consacrazione culturale nazionale, la politica locale si ritrova con un cast degno di una grande installazione non artistica ma politica: quattro candidati, quattro visioni, quattro squadre.