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30 aprile 2026 - Aggiornato alle 22:20
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lo scontro

Addio all'alleanza Tranchida-Turano: poltrone, ambizioni e scontro pubblico a Trapani

Accuse di trasformismo e ambizioni parlamentari scuotono la maggioranza

30 Aprile 2026, 22:00

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Alla fine si sono parlati il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida e l'assessore regionale Mimmo Turano, deputato alcamese, ex Udc ora Lega. È stato Turano a chiamare Tranchida per sancire la fine della loro alleanza che durava dal 2018. Turano sebbene schierato a Palermo, e altrove, col centrodestra, a Trapani aveva riconosciuto più solida l'intesa con Tranchida e il suo circolo di liste civiche portando in dote la lista "Trapani Tua". Si sono parlati e poi si sono pure beccati.

Cominciamo da Tranchida che ieri ha rotto il silenzio, ha ufficializzato il divorzio, ed ha esordito con un documento sottoscritto anche da tutta la Giunta e dai consiglieri che lo appoggiano ancora a Palazzo Cavarretta. La crisi? "Non nasce come la racconta Mazzeo (Trapani Tua): 'il figliol prodigo Mimmo Turano è tornato a casa, "dote" necessaria per blindare una candidatura alle prossime elezioni nazionali...'. La coalizione di maggioranza ha ripetuto al Presidente del Consiglio comunale Mazzeo di lasciare la guida dell'aula, soprattutto perché, anche a causa di illegittime pressioni esterne, non assicura una gestione equilibrata e imparziale dei lavori."

Un riferimento anche ai consiglieri Poma, Braschi e Accardo, che eletti in "Trapani Tua" hanno deciso di staccarsi dai fuggiaschi Mazzeo e Carpinteri. "Non tutti - dice Tranchida - si sono prestati al gioco del trasformismo. Hanno scelto di non assecondare questo voltafaccia, opponendo la lealtà al programma di governo e il rispetto verso gli elettori alle strategie dell'oste".

Infine: "Questi sono giochi di palazzo che rischiano di riportare Trapani ed Erice a stagioni buie, raccontate dalle cronache giudiziarie. È un salto nel passato che la città non merita". L’amministrazione non alza bandiera bianca: "Non faremo un passo indietro. Siamo convinti che ai trapanesi non interessi nulla di queste trame per accaparrarsi poltrone parlamentari. Continueremo a lavorare con la schiena dritta, portando avanti le opere e i servizi che abbiamo promesso. Trapani non è la colonia di nessuno: non lo è di Palermo, non lo è di Roma e non lo sarà di Alcamo".

Sarcastica la risposta dell'on. Mimmo Turano: "Ormai Giacomo Tranchida, per continuare a esistere politicamente, ha bisogno ciclicamente di individuare un nuovo nemico. Stavolta il bersaglio sarebbe Mimmo Turano. Prima o poi finirà la lista e dovrà fare i conti con la realtà". Turano difende a spada tratta Mazzeo, sorvolando su tutto il resto, strategie e aspirazioni elettorali: "La cosa più surreale – dice Turano – è proprio la richiesta di dimissioni di Mazzeo, quasi che il dissenso politico debba essere cancellato per decreto". A Tranchida non le manda a dire: "Quando si perde la maggioranza, invece di cercare complotti, bisognerebbe forse interrogarsi sulle proprie responsabilità. Fa sorridere, poi, essere trasformato oggi nel grande regista occulto, quando appena la scorsa estate ero stato cercato proprio per far fronte agli strali di Valerio Antonini nei confronti di Tranchida. Evidentemente la gratitudine, in politica, dura meno di una stagione. Il problema vero è che Tranchida confonde il consenso con il possesso personale delle istituzioni. Trapani non appartiene a nessuno e tantomeno a chi pensa di governarla alimentando ogni giorno uno scontro permanente".

Tranchida gli attribuisce aspirazioni parlamentari nella Capitale? "Temo sia più probabile che arrivino le sue dimissioni: così potrà finalmente sentirsi libero di correre verso nuovi e più alti traguardi politici, che da tempo sembrano interessarlo molto più dell’amministrazione quotidiana della città. La politica seria non vive di nemici immaginari, ma di rispetto, confronto e responsabilità. Tutto il resto è solo teatro. E a Trapani, francamente, il sipario sta calando""