Regione
Fi, 20 ore per il benvenuto a Caruso e in Sanità più assessori di Crocetta
Il gruppo dell’Ars impiega una giornata per una nota gelida sul neo-assessore. Fdi tace
Nemmeno Rosario Crocetta ne aveva cambiati tanti. Il governatore gelese si era fermato a Lucia Borsellino e Baldo Gucciardi. Marcello Caruso, invece, è già il terzo assessore alla Salute del governo di Renato Schifani. Una nomina che, al netto delle dichiarazioni di facciata, è stata accolta con freddezza, se non con imbarazzo anche all'interno del suo partito. Ha dovuto pensarci la bellezza di venti ore, il gruppo parlamentare di Forza Italia, per tirare fuori un gelido comunicato di benvenuto per il nuovo responsabile della sanità siciliana. Una nota che, nell'augurare «buon lavoro», precisa che quello che Caruso andrà a ricoprire sarà «un ruolo delicato in uno dei settori chiave della macchina amministrativa e della vita dei cittadini siciliani. Un settore cui serve competenza, dedizione e lavoro di squadra», evitando di sbilanciarsi a proposito del possesso, da parte di Caruso, di quelle qualità essenziali.
E del resto, i tempi non mentono. L'ufficializzazione delle nomine è arrivata ieri a metà pomeriggio e non si può dire che da quel momento sia partita la corsa per complimentarsi col governatore. Giusto il comunicato di Salvo Tomarchio, arriva sulle agenzie. Nient'altro. Nessun deputato, singolarmente, ha ritenuto di dove esprimere il proprio entusiasmo, o anche una tiepida approvazione. Così come nessun plauso è arrivato da Fratelli d'Italia che si è tenuta distante dal rimpastino per cause interne, certamente, ma nemmeno gli assessori meloniani hanno destinato ai nuovi (o già usati) assessori uno straccio di benvenuto nella compagine di governo.
E così, più che il rumore, è il silenzio a dare il segno di un fiume carsico di malumori, sintetizzati, nei minuti in cui le scelte diventano ufficiali, da un esponente proprio di Forza Italia: «Come è andata? Si capirà ai primi voti segreti all'Ars». Insomma, non è andata affatto bene. Forse anche per questo, ieri il commissario regionale Nino Minardo, al quale il governatore ha indirizzato, in una intervista alla Tgr Rai, pubblici ringraziamenti, ha deciso di inviare una lettera aperta agli iscritti del partito. «Lavoreremo – ha scritto - per rafforzare la nostra organizzazione in tutta l’Isola per aprire sempre di più le nostre sedi sul territorio agli iscritti e presto individueremo a Palermo una sede regionale che sia davvero la casa di tutti: un luogo aperto, dinamico, capace di unire il partito e di accogliere chi vuole avvicinarsi al nostro progetto». Un appello che punta a toccare le corde dell'orgoglio azzurro («Forza Italia porta con sé una storia importante, fatta di uomini e donne, di amministratori locali, di militanti che ogni giorno, spesso lontano dai riflettori, tengono viva la nostra presenza nei territori») e ad aprire alle giovani leve, nel solco dell'invito giunto direttamente dalla famiglia Berlusconi: «Dobbiamo dare spazio – ha scritto infatti Minardo - a una nuova classe dirigente preparata, motivata, capace di interpretare in maniera nuova le sfide che ci offre la contemporaneità».
Ma prima, bisognerà spegnere i mugugni sulla nomina di Caruso. Lamentele e ironie non ufficiali, ma diffuse, che puntano dritto anche al curriculum dell'ex segretario regionale di Fi: una carriera certamente varia nel mondo della politica (dalla Provincia al Comune), del sottogoverno (dalla Sas all'Irvo) e del partito, ma senza alcuna specializzazione nel settore caldissimo della sanità, a differenza di chi l'ha preceduto che invece proprio dalla sanità arrivava, sebbene dalla burocrazia e dai ruoli manageriali.
Un settore, quello della sanità, che anche in questa legislatura è stato toccato da problemi di ogni tipo: dai casi di malasanità di Trapani e Palermo, fino alla vicenda del manager Salvatore Iacolino che ha virato dai colori propri della lite politica a quelli della cronaca giudiziaria.
In mezzo, scandali, episodi di corruzione, arresti, accuse di favoritismi. Adesso, a governare tutto questo penserà Caruso.
Il terzo assessore del presidente. Che nella Sanità ha collezionato più assessori di Crocetta.