Amministrative 2026
Il giallo sull'ultimo parere: Sud chiama Nord presenta richiesta di accesso agli atti
Richiesta di trasparenza sul documento che si esprime sulle firme e i simboli del partito di De Luca, che polemizza: "Perché non lo hanno fatto loro?"
C'è una richiesta di accesso agli atti di Sud chiama Nord per acquisire l'ultimo parere dell'assessorato alle Autonomie locali, finora rimasta ignoto. Su questo punto la sfida elettorale è arrivata ai ferri corti negli ultimi giorni.
A tenere banco è ancora la questione delle firme a supporto delle liste. Due quesiti erano stati presentati nei mesi scorsi per sapere se Sud chiama Nord, che ha un suo gruppo parlamentare all'Ars, dovesse presentare le firme per le sue 15 liste. I due pareri hanno detto, in estrema sintesi, di no, mentre un terzo parere ha specificato, in sostanza, che i simboli per ogni lista dovessero essere chiaramente distinti per non confondere l'elettore. Ma c'è stato un ennesimo parere di cui nessuno conosce il contenuto. Ed è stato questo ad accendere gli animi tra i candidati alla guida della città.
Addirittura in un video si vede un acceso scontro verbale tra il deputato regionale di ScN, Giuseppe Lombardo, e l'ex consigliere comunale, Francesco Curcio, amico di lunga data di Marcello Scurria. Curcio chiedeva di ottenere l'atto alla segretaria generale Rossana Carrabba e la discussione ha raggiunto toni molto tesi.
Ma intanto adesso è proprio il gruppo all'Ars di ScN a chiedere che il contenuto di quel parere venga reso noto. Il parere "misterioso", ovvero il parer n. 020.11.26, come si legge nella richiesta di accesso agli atti, presentata da De Luca, da Lombardo e da Matteo Sciotto, lo scorso 2 maggio risulta «reso» ma «sottratto all'accesso». A breve si saprà cosa c'era scritto.
«Credo che il centrodestra abbia parlamentari a sufficienza, per chiedere un accesso agli atti, perché non l'hanno fatto, piuttosto che continuare a inquinare la campagna elettorale?», ha chiesto Cateno De Luca, leader di ScN.
E ha continuato: «Non temo il contenuto, anche perché non accetterei mai di vincere le elezioni in violazione delle leggi».