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5 maggio 2026 - Aggiornato alle 13:05
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il caso

Maxi appalto rifiuti da 149 milioni: Iacono (Pd) chiede l'annullamento della gara

La deputata definisce "politicamente inopportuna" la tempistica a ridosso delle elezioni amministrative

05 Maggio 2026, 10:42

10:50

Palermo, netturbino spacciava col mezzo per la raccolta rifiuti

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Scadrà l’11 maggio il termine per la presentazione delle offerte per la partecipazione alla maxi gara d’appalto per il servizio di spazzamento, raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti urbani nei comuni di Agrigento, Aragona, Camastra, Canicattì, Castrofilippo, Casteltermini, Comitini, Grotte, Naro e Racalmuto.

Una procedura da oltre 149 milioni di euro avviata dalla Srr sul finire del 2025 con la discussa firma dell’ex presidente Giuseppe Pendolino, poi dimessosi perché incompatibile con il ruolo, che adesso torna al centro della polemica. A chiedere l’annullamento della procedura, è infatti la parlamentare del Partito Democratico Giovanna Iacono.

«Alla luce delle criticità riscontrate nel bando di gara - dice Iacono - ne riteniamo necessaria l’immediata sospensione, perché le modalità e i tempi previsti non garantiscono né trasparenza, né qualità nella progettazione del servizio. Il primo elemento di forte perplessità riguarda i tempi estremamente ridotti concessi alle imprese per la presentazione delle offerte: appena 40 giorni, a fronte dei 90 giorni previsti nel precedente bando del 2018. Una compressione così significativa dei tempi, che rischia di compromettere la qualità delle proposte progettuali, soprattutto in considerazione della complessità del servizio e dell’ampiezza del territorio interessato».

Ma non solo: Iacono evidenzia quella che ritiene una «tempistica politicamente inopportuna»: la procedura di gara e l’eventuale aggiudicazione si collocano a ridosso delle imminenti elezioni amministrative, «sottraendo di fatto alla futura amministrazione la possibilità di valutare e indirizzare una scelta strategica per la città e per il territorio – continua Iacono –».

Iacono si dice inoltre preoccupata del fatto che si riscontra l’aumento significativo dei costi del servizio per il Comune di Agrigento, con un importo annuo che supera gli 8,6 milioni di euro, rispetto ai circa 7,2 del precedente affidamento. «Tutto ciò comporterà il rischio concreto di un ulteriore aggravio della Tari per i cittadini, già tra le più alte d’Italia, senza evidenti miglioramenti nella qualità del servizio».

«Una gara di tale portata - conclude Iacono - richiede tempi adeguati, approfondimenti tecnici seri e un pieno coinvolgimento delle istituzioni locali, al fine di garantire un servizio qualitativamente migliore, efficiente ed economicamente sostenibile, e realmente vantaggioso per le cittadine e per i cittadini».