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Borghi da salvare: la "ricetta" di Confcooperative per i nuovi amministratori

Lettera aperta di Antonio Matina ai candidati sindaco: la cooperazione come bussola per trasformare la fragilità in rinascita e trattenere le menti migliori del territorio

05 Maggio 2026, 16:30

 Borghi da salvare: la "ricetta" di Confcooperative per i nuovi amministratori

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Il presidente della Confcooperative Sicilia, sede di Agrigento, Antonio Matina, ha inviato una lettera aperta ai candidati sindaco della città dei templi.

Siete chiamati a misurarvi con una sfida che travalica il semplice esercizio amministrativo: siete chiamati a farvi custodi e seminatori del futuro delle nostre comunità” – comincia la missiva –

Come Presidente di Confcooperative Sicilia per la sede di Agrigento, mi rivolgo a Voi non per sottoporvi un freddo elenco di istanze, ma per offrirvi una visione che possa fungere da bussola in questo tempo di scelte decisive.

La nostra provincia attraversa una stagione di profondi paradossi. Viviamo immersi nella sublime bellezza di un patrimonio millenario, eppure ci scontriamo quotidianamente con la cruda fragilità delle nostre infrastrutture; vantiamo eccellenze produttive invidiate dal mondo, ma assistiamo impotenti all’emorragia silenziosa dei nostri giovani migliori.

Ma la fragilità, se accolta con intelligenza politica e coraggio civile, non deve essere un destino ineluttabile: essa è, al contrario, il terreno più fertile per una nuova, necessaria edificazione – scrive ancora Matina –

In questo scenario, il modello cooperativo che rappresentiamo non è un mero strumento economico, ma un alto atto di libertà e di appartenenza. È la risposta più nobile alla crisi dell’individualismo che isola i cittadini e indebolisce le istituzioni.

In un’epoca di frammentazione sociale, la cooperazione si erge come l’unica architettura capace di trasformare il bisogno del singolo in una risorsa generativa per l’intera collettività, ricucendo i fili spezzati del nostro tessuto sociale.

Al futuro sindaco chiedo dunque l’ardire di osare, integrando nel proprio agire politico pilastri che considero imprescindibili per una reale rigenerazione.

Penso alle Cooperative di Comunità, strumenti capaci di restituire anima ai nostri borghi, trasformando i residenti da semplici utenti passivi a protagonisti della gestione dei beni comuni.

Penso alla sfida della sovranità energetica – scrive sempre Matina – che attraverso le comunità energetiche in forma cooperativa può liberare le famiglie dal giogo dei costi insostenibili e avviare una transizione ecologica che sia, prima di tutto, una vittoria sociale.

E penso, infine, alla valorizzazione del nostro cibo e del nostro paesaggio, presidi di legalità e identità che non possono più essere considerati semplici merci, ma pilastri di una nuova economia del territorio.

La politica che sogniamo per Agrigento e per i suoi Comuni non è quella che promette, ma quella che abilita e che include. Vi esorto a riconoscere nella cooperazione il vostro alleato più solido per combattere la marginalità e abitare il futuro con dignità.

La nostra mano è tesa: Confcooperative è pronta a camminare al fianco di chi saprà governare con il “pensiero lungo” e il cuore saldo, affinchè ogni Comune non sia solo un luogo di residenza, ma una vera casa comune di lavoro e di speranza.

A tutti voi – conclude Matina – va il mio più sincero augurio per una competizione leale e, soprattutto, per una feconda stagione al servizio del bene comune.